Se i genitori dei Pulcini fanno i galli

di Tony DamascelliI l fatto risale a una decina di giorni fa. A Borgomanero, profumata terra per merito dei biscotti brutti ma buoni , sono in campo i bambini, detti Pulcini, di Torino e Juventus per la finale della Junior Cup, torneo che l'Accademia di Borgomanero organizza radunando club illustri. Il Toro vince 1 a 0 e alza la coppa, sono tutti felici e buoni. I brutti stanno sulle gradinate dello stadiolo Santa Cristinetta. Sono i genitori dei pulcini, davvero delle bestie. Infatti se ne dicono di ogni, urlano, strepitano, bestemmiano, la scena non finisce con le premiazioni. In attesa che le due squadre lascino gli spogliatoi, la squadraccia di parenti e affini si trasferisce al bar e qui incominciano i supplementari, partono altre volgarità di uomini a donne, spinte, lazzi, scazzi e ci scappa anche la frase idiota e razzista rivolta a una signora di colore, madre di un pupo del Torino: di cognome fa Coppola, di classica araldica extracomunitaria, pensa il gentiluomo che vorrebbe difendere la causa dei suoi, tra i quali juventini c'è anche un altro ragazzino di colore, cognome Buscemi, idem come sopra. Esaurite la formalità delle consumazioni, la banda trasloca al parcheggio all'aperto, per recupero autovetture e motocicli. E qui, dopo le parole, volano schiaffi, pugni, è bagna caoda western. Una donna finisce tramortita in ospedale, un altro ha l'occhio viola, un altro ancora giace contuso, i bambini li guardano. Totale: è il meraviglioso pubblico del calcio giovanile, sono i parenti, genitori, zii, nonni, affamati di denaro, mica altro, sognano che i loro Pulcini diventino galli, con valutazione milionaria che serva a raddrizzare le finanze domestiche. Lo spettacolo è miserabile e non è nemmeno una novità, oggi viene pubblicizzato sui fogli e nei servizi televisivi ma trattasi di fatti tipici di un modo prosaico di intendere lo sport e anche la vita, un mezzo per giungere al fine e non il momento di svago, di divertimento per i bambini sottratti al mouse del computer o ai messaggini del telefono cellulare. Niente, non c'è speranza, con sta razza di parenti beceri non c'è futuro per la nuove generazioni già bersagliate da altri docenti, negli stadi, in tv, sui computer di cui sopra. Dicono che Juventus e Torino stiano collaborando fattivamente per individuare i triviali tifosi. Non credo sia necessaria alcuna intelligence, stavolta basta convocare in sede non i figli ma i genitori. E punirli con il daspo. Se avranno voglia di combattere come galli, usino il condominio. E lascino giocare i pulcini.

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