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Scudetto alla milanese

Se non ci fosse il Milan, criticato per il gioco, l'Inter potrebbe dedicarsi più serenamente alla pratica Champions di domani. Difficile però il duello tricolore: parlano i gol

Scudetto alla milanese
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Se non ci fosse il criticatissimo e vituperato Milan, distanziato di cinque lunghezze, il capitolo scudetto sarebbe già virtualmente assegnato e l'Inter potrebbe dedicarsi serenamente ai suoi prossimi, decisivi appuntamenti che prevedono un calendario intenso ma senza dover scalare montagne. Per Chivu, alle prese con la ricarica morale di Sommer e la scelta di lanciare Pio Esposito anche in Europa, riprendono domani sera i lavori a Dortmund contro il Borussia in Champions per l'ultimo atto del girone iniziale mentre il mese di febbraio sarà scandito dal viaggio a Cremona (domenica 1 febbraio), dal trasloco a Monza per i quarti di coppa Italia contro il Torino (mercoledì 4 febbraio) per poi chiudere domenica 8 febbraio (trasferta a Sassuolo) prima dello scontro diretto con la Juve fissato per il 15 febbraio con la riapertura di San Siro. Da qui alle prossime tre settimane c'è allora la possibilità, concreta, che il distacco dal Milan aumenti per via di un buco del calendario: Allegri infatti dovrà proseguire nel vagabondare (prossime tappe a Bologna e Pisa in trasferta) fermandosi nel turno dell'8 febbraio perché San Siro è indisponibile e la sfida domestica col Como sarà recuperata successivamente. Per questo Allegri è il primo a sapere che il punto conquistato all'Olimpico vale perché "serve a tenere a distanza la Roma e a guadagnare un punto sul Napoli": continua a guardarsi le spalle invece che inseguire le chimere di un duello tricolore reso improbabile a cominciare dalla ricchezza della rosa (a favore dell'Inter) per finire alla produzione offensiva (idem come sopra).

Le cifre di quest'ultimo capitolo infatti sono significative: 50 i gol fatti dall'attacco boom neroazzurro, 35 quelli realizzati dai rossoneri con una caratteristica non irrilevante fin qui; firmate 18 rete in viaggio, uno in più di quelli ricavati a San Siro. E qui cominciano le dolenti note per Allegri che possono diventare anche margine di miglioramento futuro. Leao, condizionato dal dolore all'adduttore, ha una resa attuale intorno al 30% del suo solito mentre Pulisic che è sceso nel rendimento di inizio stagione come testimoniano alcuni clamorosi errori di mira. Dovessero migliorare entrambi, il Milan potrebbe davvero pensare di riuscire nell'impresa di mantenere il secondo posto. L'Inter non ha di questi problemi. Continua ad attendere (sul mercato) l'arrivo di Perisic per dare alla striscia di Dumfries un sostituto di maggiore utilità rispetto a Luis Henrique e si appresta a vivere l'ultima tappa del primo atto della Champions sorretta dalla solita fede nel suo zoccolo duro, composto dai vari Dimarco, Lautaro, Barella, Bastoni cui di recente si sono aggiunti Zielinski e Akanji.

Sono loro la garanzia di tenuta e anche di resistenza per entrare nella parte alta della classifica dei play off così da riscuotere due piccoli contributi, la seconda sfida a San Siro e il rivale pescato nella parte bassa delle prime 24.

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