Calcio

Un solo calcio, ma due regolamenti. La A va nella direzione opposta all'Uefa

Il giallo del fuorigioco di Chukwueze e il fallo di mano di Lapadula: cortocircuito Var

Un solo calcio, ma due regolamenti. La A va nella direzione opposta all'Uefa

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Un solo calcio, due regolamenti. Uno applicato in Europa e uno, con variazione sui temi più delicati di falli di mano in area (ogni riferimento al tocco di mano di Abraham in Milan-Roma di Europa league è voluto, ndr), realizzato dall'attuale vertice arbitrale italiano per nascondere il numero industriale di errori commessi dai fischietti di casa nostra. È questa la malinconica realtà di un campionato giunto alle sue battute finali senza mai perdere il vizietto di sbalordire la platea dei tifosi e degli addetti ai lavori. Prendiamo gli ultimi due casi discussi tra domenica pomeriggio e domenica sera.

Cominciamo dai due fuorigioco fischiati da Massa, col contributo della strumentalizzazione semi-automatica in dotazione a Lissone, in Sassuolo-Milan. Sul primo nessuna discussione: fuorigioco di centimetri, con l'omero, che non è una parte utile per giocare, ma che si vede e che non ammette interpretazioni diverse se non quelle accademiche sulla futura riforma che riporterà il fuorigioco al concetto di luce. Il secondo invece apre un dibattito inedito perché il fermo immagine pubblicato da Dazn induce all'equivoco e il lembo bianco che si intravede dietro la sagoma del Sassuolo (Chukwueze cioè) apparterrebbe al finto spettatore e non al calciatore. Di sicuro c'è che non abbiamo la prova di Chukwueze oltre il difensore: curiosamente l'episodio non viene riproposto all'Open Var. E allora c'è da chiedersi: siamo proprio sicuri che non ci sia stato, nella fretta della decisione del varista, un abbaglio? Questo spunto può invitare a correggere i colori delle tribune per il futuro. Se invece fosse confermato l'equivoco ci sarebbe da aprire un dibattito sulla tecnologia utilizzata.

Secondo argomento: il gol del 2 a 2 di Viola del Cagliari a San Siro, preceduto dal tocco col braccio di Lapadula. È vero: la regola è cambiata, si annulla solo se il tocco col braccio è di chi segna la rete. Ma in questo caso il varista Di Bello comunica al suo collega di campo che «il tocco è involontario», che «Lapadula è spostato da Acerbi» e che quindi non è una giocata vera e propria, di qui la concessione del gol. Ora l'applicazione ad personam appare discutibile. E invece da Rocchi viene trasmesso il giudizio favorevole a tale interpretazione.

Chi non condivide da oggi in avanti però pretende che in casi simili venga applicato lo stesso metro di giudizio. Che sarà, è garantito, diverso da quello europeo. Per la serie a Coverciano c'è un marchese del Grillo...

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