La storia di Cantù e una fine annunciata Putin chiude le fonderie del patron russo

Gerasimenko in rosso: «Regalo le mie quote». I giocatori non vengono pagati

Ci sentiamo in colpa per non aver dato ascolto a Pierluigi Marzorati, stella canturina, meraviglia del nostro basket, per non avergli creduto nella notte dei ricordi organizzati dai veterani Papetti e Bianchi, quando ci diceva che il futuro della società meravigliosa inventata dalla famiglia Allievi sarebbe finito male, nella fonderia del russo Dmitry Gerasimenko. Pensavamo esagerasse, anche perché la Federazione sosteneva che tutti i controlli garantivano per l'ucraino che aveva fatto anche un progetto per ridare vita al Pianella, la tana dei trionfi del Cantuki, scuola di basket e di vita. Sbagliavamo. Purtroppo.

Il Governo russo ha fermato la produzione delle acciaierie di Gerasimenko, bloccando tutto. Niente denaro. Ai giocatori, dicono, mancano gli ultimi due mesi di stipendio. Prima non venivano pagati solo i fornitori, ma se non passi gli stipendi a chi va in campo è facile che questi mercenari cerchino la salvezza altrove. Una squadra allo sfascio, non soltanto sul campo. Federazione in allarme, ma nessuno sa come uscire da una trappola annunciata, insomma dopo aver visto fallire Caserta, eccoci che nella stagione dove il campionato si allargherà a 18 squadre si rischia di perdere un'altra società che ha fatto storia in Italia (3 scudetti, 17 titoli giovanili) e in Europa (2 coppe dei campioni e 2 coppe intercontinentali).

Il Gerasimenko che aveva tagliato le radici con la vecchia storia adesso, dal suo rifugio di Cipro, attraverso Roman Popov, l'amministratore unico messo alla guida della società dopo le dimissioni della moglie Irina dalla presidenza, assicura ancora una volta creditori e tifosi, ma intanto chiede aiuto alla gente di Cantù che non sembra davvero disposta a dargli una mano. Ha detto che mette sul mercato le sue quote a costo zero ma si rischia l'esclusione dal campionato.

Vorrebbe gli incassi di lunedì prossimo quando la squadra affronterà Pesaro e del 9 dicembre quando ospiterà Milano, una sfida storica nel tempo che rischia di finire in farsa. Chi doveva sapere era stato informato dalla Lega alla Federazione, ma nessuno ha davvero ascoltato e quando Sodini, l'allenatore dell'anno scorso, che aveva fatto miracoli in una stagione presa per i capelli, se ne è dovuto andare a Capo d'Orlando aveva messo tutti in guardia. Niente. Una tristezza.