Suso ispira il derby di Montella Perisic salva quello di Pioli

Doppietta dello spagnolo, ma l'Inter domina la partita non si arrende mai e conquista il pareggio nel recupero

Suso ispira il derby di Montella Perisic salva quello di Pioli

Davide Pisoni

Milano Un derby spettacolare senza vinti né vincitori. Perché Milan e Inter regalano un 2-2 vibrante a una città che vuole tornare a vivere queste serate. Nonostante la beffa di Perisic l'uomo della partita è Suso con quel suo numero otto che in Cina rappresenta la buona sorte e che per due volte illude i rossoneri. «Se segno una doppietta torno a casa a piedi» aveva detto lo spagnolo di Cadice al Giornale. E anche se non serve a far festa, vanno comunque celebrati questi due gol che non valgono tre punti solo perché il cuore chiesto da Pioli all'esordio in panchina spinge i nerazzurri due volte alla rimonta, l'ultima in pieno recupero. E a segnare è quel Perisic che sulle spalle porta il 44 che sommato fa sempre otto anche in Cina. Il Milan vede sfumare in extremis il secondo posto solitario, ma raggiunge la Roma alle spalle della Juve. E quindi i sogni europei restano intatti. Mentre se per l'Inter la prima di Pioli doveva essere il trampolino di lancio per la rincorsa Champions, è tutto rimandato. Comunque il gol di Perisic lascia aperta una porticina.

Altro che derby cinese. Nelle due curve non si parla la lingua del dragone, ma rigorosamente il dialetto milanese. L'orgoglio nerazzurro è tutto nel i "i pusseè bej", mentre la replica è una premonizione: "Ciapa su bascia". E alla fine hanno avuto ragione tutte e due. Montella manda a memoria il Milan giovane che sta entusiasmando e che riporta Berlusconi allo stadio dopo otto mesi per quello che potrebbe essere il suo ultimo derby da presidente. Dall'altra parte Pioli all'esordio sulla panchina dell'Inter mette già mano alla squadra di De Boer. Banega va in panchina, il trequartista lo fa Joao Mario. Candreva dei trascorsi alla Lazio non ricorda solo le scaramucce per la fascia di capitano, ma anche i movimenti. Eppure le occasioni migliori capitano sui piedi e sulla testa di Perisic che spreca malamente. Pioli conferma le intenzioni bellicose della vigilia perché l'Inter parte con il piede schiacciato sull'acceleratore, mette spalle al muro il Milan rintanato nella propria trequarti. Solo Niang mette la testa fuori dal guscio con un paio di accelerazioni.

I nerazzurri macinano gioco con il redivivo Kondogbia che scherma tutto con le buone o con le cattive, mentre nel Milan solo Bonaventura è dentro la partita con Locatelli che si piazza a protezione della difesa. Appena la squadra di Pioli abbassa il ritmo, crescono i rossoneri che come contro la Juve recitano il copione dell'aspettare per colpire in ripartenza. Una volta Bonaventura non la passa a Bacca tutto solo, la seconda invece la dà eccome a Suso che innesca il suo sinistro micidiale per il vantaggio a sorpresa del Milan. L'Inter resta a mani vuote e la vive come un'ingiustizia tanto che la reazione dopo l'intervallo è immediata con il pareggio di Candreva sugli sviluppi di una rimessa laterale che i rossoneri reclamavano a loro favore. Uomini di Montella fermi a guardare l'ex laziale scaricare un missile alle spalle di Donnarumma. Ma il numero otto che in Cina porta fortuna sulla maglia ce l'ha solo Suso che s'infila in area e stavolta di destro segna una doppietta da urlo, l'ultimo rossonero a riuscirci in un derby era stato Ibrahimovic. Per Icardi invece il Milan resta ancora tabù, così è Perisic, anche lui da dimenticare fino all'ultimo minuto, che salva la serata di puioli rovinando sul più bello la festa di Suso che sarebbe potuto davvero tornare a casa piedi per come volava in campo. Alla fine un punto a testa che non fa spiccare il volo al Milan, ma serve a poco all'Inter. Alla fine può essere giusto così in un derby bello fino in fondo.

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