Tour de France, sul Mûr de Bretagne trionfa Daniel Martin. Nibali c'è

Sul primo vero arrivo in salita del Tour successo per l'irlandese Daniel Martin (Uae-Emirates) davanti a Latour (Ag2r) e Valverde (Movistar). Froome perde 5'', Uran 8''. Indietro causa forature Bardet (30'') e Dumoulin (52''). Ok Nibali

Tour de France, sul Mûr de Bretagne trionfa Daniel Martin. Nibali c'è

Daniel Martin della Uae-Emirates ha vinto la sesta tappa del Tour de France, la Brest-Mûr de Bretagne di 181 km. Sul primo vero arrivo in salita della Grande Boucle, l'irlandese ha anticipato sul traguardo il francese Latour (Ag2r) e lo spagnolo Valverde (Movistar). Non mancano le sorprese in chiave classifica generale. Attardati Froome e Uran, che perdono rispettivamente 5 e 9 secondi. Ancora peggio è andata a Bardet e soprattutto Dumoulin, che per una foratura hanno perso 30 e 52 secondi. Buone notizie per l'Italia, con Vincenzo Nibali bravo a non perdere contatto dal gruppo principale. Van Avermaet ancora in giallo.

C'era grande attesa per la tappa numero 6 del Tour, che prevedeva il primo vero arrivo in salita, un assaggio di ciò che aspetta prossimamente i corridori. La corsa è stata animata dalla fuga di Smyth, Pichon, Grellier, Gaudin e Turgis. Vantaggio massimo degli attaccanti, 6 minuti e 50 secondi. Ma il cuore della corsa era dietro, con la Quick-Step Floors che ha provato a spaccare il gruppo approfittando del forte vento. Nibali ha rischiato di finire vittima di un ventaglio, ma con la collaborazione dei compagni di squadra della Bahrain-Merida è stato bravo a ritrovare le ruote del gruppo. La tappa è entrata nel vivo ai -20 km dal traguardo con il primo dei due passsaggi previsti sull'ostico Mur de Bretagne, 2 km di salita al 7% di pendenza media con punte del 12%. L'andatura del gruppo è stata regolare, con il lettone Skujins abile a passare per primo al gpm confermando così la sua maglia a pois. Dopo lo scollinamento è partito Jack Bauer, ma la sua azione in solitaria è durata poco.

Doppio colpo di scena ai -5 km, foratura per gli uomini di classifica Bardet e Dumoulin. Arriveranno al traguardo in forte ritardo. La tappa si decide negli ultimi 2 km, quando il gruppo affronta il Mur per la seconda e ultima volta. A fare l'andatura è Daniel Oss della Bora-Hansgrohe, a 1500 metri dal traguardo ci prova il favoritissimo Julienne Alaphilippe ma l'azione decisiva porta la firma di Daniel Martin. Il capitano della Uae-Emirates parte lungo e guadagna una ventina di metri sugli avversari, che perdono tempo a studiarsi. Nel finale Latour prova ad andare a riprendere Martin, ma l'irlandese è troppo lontano e trionfa. Dietro a lui Latour, Valverde, Alaphilippe e tutti gli altri, compreso Vincenzo Nibali.

Brutte notizie per alcuni big: Froome arriva con 5 secondi di ritardo, che per Uran sono addirittura 9. Giornata sfortunata per Dumoulin e Bardet. Il primo ha provato a rientrare dopo la foratura ai -5 km dal traguardo facendosi aiutare dall'ammiraglia, ma la "furbata" è servita a poco. Non è da escludere un intervento del Var, che da quest'anno esiste anche nel ciclismo. Il belga Van Avermaet (Bmc) è ancora in maglia gialla, ma il suo vantaggio su Thomas (Sky) si è ridotto a soli 3 secondi.

In classifica generale adesso Uran è 7° a 45 secondi da Van Avermaet, Porte 11° a 53'', Froome 12° a 1'02'', 15° Dumoulin a 1'03''. Vincenzo Nibali scala qualche posizione e ora è 17° a 1'08''. Domani settima tappa, la Fougères-Chartres, di 231 km. Tornano i velocisti, nuova sfida Gaviria contro Sagan.

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