Se non sprecasse mezza dozzina di occasioni prima di sbloccare il risultato, si potrebbe dire dell'Inter, che batte il Bologna 3-1 e resta in testa alla classifica, che è una squadra perfetta. Così, diciamo invece che è una squadra molto forte e pure molto bella e divertente, in grande salute anche fisica, non casualmente schierata in partenza da Chivu con gli stessi 11 giocatori che una settimana prima avevano vinto in casa dell'Atalanta, probabilmente le due massime esibizioni stagionali dei nerazzurri, considerando gli avversari. Quinta vittoria di fila in campionato e terza giornata consecutiva in testa alla classifica, quest'anno non c'era ancora riuscito nessuno: l'Inter sembra più che pronta alla rivincita col Napoli (domenica a San Siro), anche se mercoledì Chivu deve prima fare uno spigoloso ritorno a Parma, contro il suo freschissimo passato. La classifica si sta sgranando, gennaio può dare risposte e stabilire gerarchie. Apre Zielinski, completa la ThuLa. Fra le tante, cancellata almeno l'amarezza recente di Riad. Nel finale anche Castro entra nel tabellino, sporcando appena le statistiche di Sommer. Dettagli.
Zielinski ha scavalcato Mkhitaryan e si è preso l'Inter: il gol dell'1-0 è il premio alla scelta di Chivu e un timbro sulla partita del polacco. Lautaro, sempre più capocannoniere (10 gol, 14 in stagione) e sempre più nella storia nerazzurra (167 gol) segna da angolo, di testa, mentre Thuram, sempre da angolo, ci mette addirittura la spalla. Per il Toro, anche una traversa e per la ThuLa almeno 5 di quelle occasioni sfruttate male. Poteva essere una goleada, mai il Bologna in questi anni era stato tanto distante dall'Inter. Enigmatica l'esclusione iniziale di Orsolini, saprà Italiano perché l'ha fatta. Tanto Ravaglia, quasi la coda dei rigori di Riad. Un po' è bravo lui a parare, un po' sono lungamente gli uomini di Chivu a calciargli addosso, manco l'obiettivo fosse colpirlo anziché segnare. Il gol più importante arriva poco prima dell'intervallo, alla settima occasione utile, restando bassi.
Contropiede: da Thuram a Lautaro e da lui a Zielinski, che dal limite e di sinistro rompe l'equilibrio dei numeri e legittima il dominio dell'Inter. Il resto è conseguenza, compreso il debutto in Serie A del 19enne Matteo Lavelli.