Trionfa la Lazio con Lulic. Totti ancora senza Europa

Coppa Italia alla Lazio. Petkovic entra in Europa League e si regala la sfida di Supercoppa con la Juve. Roma nel caos e adesso Pallotta aspetta un sì da Allegri

Trionfa la Lazio con Lulic. Totti ancora senza Europa

Roma - Scordatevi la finale tutta tedesca di Champions, confrontando Wembley con l'Olimpico di Roma lo spettacolo non poteva essere lo stesso. Logico, quasi lapalissiano che serva un episodio per risolvere il derby capitolino più importante della storia, dominata dalla paura e dalla tensione in campo e nei giorni della vigilia. L'eroe per caso è Senad Lulic, bosniaco 27enne, che insacca il gol che vale 8 milioni e mezzo di euro e che salva la stagione della Lazio, oltre che la panchina di Petkovic, resa traballante da un 2013 ombroso. Mai un gol nella stracittadina per l'esterno sinistro laziale, autore di un finale di annata in crescendo dopo tante prestazioni opache. E la storia si ripete, ancora una volta nel tabellino marcatori della stracittadina del Tevere finisce un nome inatteso. La Lazio approda in Europa League dalla porta principale, regalandosi anche la partita di Supercoppa con la Juventus ad agosto e arrivando all'importante traguardo in una stagione-maratona di 57 partite.

La Roma archivia in passivo anche la seconda stagione dell'era americana: niente palcoscenico continentale anche nella stagione 2013/14 con conseguenze a cascata: qualche probabile dimissione eccellente (il dg Baldini), l'attesa fine di Andreazzoli in panchina con incertezze sul suo sostituto (in attesa di capire le intenzioni di Allegri), ricavi bassissimi e duro processo della piazza di fede giallorossa che ingoia un altro boccone amaro. Più roseo il futuro prossimo di Lotito, più difficile quello di James Pallotta, con le immagini tv impietose nell' inquadrare il suo volto deluso a fine partita. Come quelli impietriti di Totti – ancora senza gol nei derby di Coppa nonostante il numero record di 9 segnati alla Lazio - e Andreazzoli, che sarebbe voluto entrare nella storia e invece viene mandato a quel paese da Osvaldo. E le lacrime della piccola Chanel, figlia del capitano giallorosso, in braccio a mamma Ilary. Qualche ora prima del fischio d'inizio, sotto Ponte Duca d'Aosta nei pressi dello stadio, scoperto un deposito con bastoni, sassi e qualche oggetto appuntito nascosti in due sacchi. E nella serata di sabato i poliziotti avevano individuato due giovani che, dopo aver abbandonato alcuni zaini sotto il Ponte della Musica, si sono allontanati. Nelle sacche bastoni, mazze, picconi e una scatola con materiale infiammabile. All'ingresso della curva Sud, quella dei tifosi romanisti, vengono esplosi dei petardi con le forze dell'ordine che disperdono il gruppo con una carica di alleggerimento. Saranno le uniche note del prepartita. Nel post, la vivace contestazione a Trigoria di 300 ultras giallorossi con lancio di sassi contro il pullman della squadra.

Bellissimo spettacolo di colori nelle scenografie delle due curve: grande striscione al centro della Nord biancoceleste, fumogeni giallorossi e sventolio di decine di bandiere nella Sud. Stadio unito nel momento in cui Malika Ayane intona a cappella l'inno di Mameli. Molti spazi vuoti all'Olimpico (si arriva a 58mila spettatori, circa 5mila in più dell'ultima stracittadina di campionato dell'8 aprile), ma la paura e la tensione si respira anche in campo, vista la posta in palio: dopo 45 secondi subito un giallo per Ledesma che è il messaggio dell'arbitro Orsato, deciso a non farsi sfuggire di mano il match. Le cinque ammonizioni a fine primo tempo sembrano però eccessive per una sfida che non è parsa cattiva. È una partita di scacchi, le squadre si scrutano, anche troppo, e si scoprono pochissimo. Tanti gli errori di impostazione e scarse le conclusioni verso le due porte. Un po' meglio la Lazio per intensità e interpretazione, dei due centravanti Klose e Destro di testa le occasioni migliori di una prima frazione bloccata.

Tegola sulla Lazio a inizio ripresa quando capitan Ledesma si procura uno stiramento mentre viene superato in velocità da Destro. Entra Mauri che cambia il volto al match oltre all'atteggiamento tattico dei biancocelesti. Il ritmo è più elevato, le maglie si aprono un po' di più ma di occasioni se ne vedono sempre poche. Poi l'azione-grimaldello del match: Mauri per Candreva, il cross viene smanacciato da Lobont, Lulic approfitta dell'indecisione di Marquinhos e mette il sigillo sul derby. Sesta Coppa Italia per i biancocelesti, la più bella considerando l'avversario e festa sotto la Nord con abbraccio tra Lotito e Petkovic, che prende anche sul braccio l'aquila Olympia. Niente stella d' argento per la Roma.

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