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Un weekend di sentenze quasi definitive in serie A

Si aspettano sentenze definitive come se il torneo si possa o si debba concludere entro febbraio, di certo il passo dell'Inter non consentirebbe vigilia serena per la Juventus

Un weekend di sentenze quasi definitive in serie A
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Sembra quasi inopportuno e poco elegante occuparsi della serie A mentre atleti di ogni parte del mondo giocano sul serio su neve e ghiaccio per una medaglia d'oro, grammi 6 soltanto, dal valore di euro duemila mentre il calcio se la spassa con stipendi clamorosi e debiti colossali. Ma tant'è, il campionato propone una staffetta pesante tra domani e domenica, Inter-Juventus e Roma-Napoli, il resto fa provincia, non conta. Si aspettano sentenze definitive come se il torneo si possa o si debba concludere entro febbraio, di certo il passo dell'Inter non consentirebbe vigilia serena per la Juventus che vive di buona propaganda nonostante continui a manifestare problemi, non in attacco, dove almeno qualcosa crea, ma nella fase difensiva dove, partendo dal portiere, non sai mai quello che possa accadere. C'è poi una cornice da non trascurare, le vicende legali di Elkann, la cronaca balorda dei suoi famigliari di altro ramo, il taglio di rating di Stellantis, la causa penale di Andrea Agnelli, a seguire l'incompetenza della french connection che comanda il club juventino, sono la conferma che la belle époque è tramontata definitivamente, i giornali se ne occupano, le televisioni evitano l'affondo per evidenti ragioni commerciali; l'Inter ne può approfittare spedendo all'inferno la storica avversaria. Nell'attesa, la capolista saprà stasera se il Milan prenderà, a Pisa, i punti per avvicinarsi, almeno per una notte, a cinque lunghezze, Allegri procede in silenzio, a parte qualche nostalgico e amico, non gode di buona stampa e nemmeno la cerca.

Anche la Roma può allontanare dallo scudetto i campioni in carica, il Napoli vive dei lamenti di Conte che ha la faccia di mostrare, in stile Mourinho, i due tituli della scorsa stagione ma si guarda bene di ricordare il trentesimo posto in champions league, poi, si sa, la colpa è degli infortuni, del mercato e degli arbitri, questi ultimi insultati con frasi cafoni. Panchina d'oro con ingiuria.

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