Williams in vendita. È la fine di un'epoca

Con Ferrari e McLaren è l'altro team storico. E sir Frank il Ferrari d'Inghilterra

La Williams è in vendita. La fuga dell'ultimo sponsor, la Rokit, ha costretto uno dei team più vincenti nella storia della Formula 1 a mettersi sul mercato. «Abbiamo avviato un processo formale di vendita», recita il comunicato senza specificare se si tratterà di vendita parziale o totale. La Williams ha vinto 9 Mondiali Costruttori e 7 Piloti, ma l'ultimo titolo risale al 1997 con Jacques Villeneuve e l'ultima vittoria in un Gran premio al 2012 quando in Spagna Pastor Maldonado sorprese tutti, probabilmente anche se stesso. Da allora ha collezionato solo figuracce diventando la peggior squadra del campionato, con soli 8 punti nelle ultime due stagioni. Il crollo dell'economia dovuto alla pandemia, il rosso di 14,5 milioni di euro nel bilancio 2019 hanno costretto Frank e sua figlia Claire, che oggi gestisce il team in pista, a lasciare proprio mentre la F1 si appresta a entrare nell'era del budget cap, che Claire avrebbe voluto da anni.

La Williams che molla non è una bella notizia, perché la squadra di Grove è sempre stata un esempio, costruita a immagine e somiglianza del suo fondatore, sir Frank che, tetraplegico dal 1986, dopo esser rimasto per sei settimane tra la vita e la morte, non ha mai mollato. Se Alex Zanardi è un eroe moderno, sir Frank Williams non gli va molto lontano anche se lui, che pure era un maratoneta, non ha mai avuto la possibilità di muovere neppure le braccia. Una tortura per un uomo che era follemente innamorato della velocità. «L'ho amata e se sono finito su una sedia a rotelle è proprio per colpa della velocità», ammette. Era in auto quando ebbe l'incidente, stava raggiungendo l'aeroporto di Marsiglia da Le Castellet dove aveva assistito alle prove del team. Si è capottato, come gli è successo decine di volte. Era spregiudicato in pista come negli affari. Si racconta che quando vendeva auto agli italiani spesso si faceva rimandare indietro la vecchia monoposto, ci lavorava su per mesi, cambiava le targhette identificative del telaio e rivendeva come nuova la stessa auto al suo stesso proprietario. Quando è diventato abbastanza forte e ricco da poter saldare tutti i conti, si è trovato alle prese con altri conti da pagare, oltre a quello della sua condizione fisica. La morte di Piers Courage negli anni Settanta e quella di Ayrton Senna nel 1984. Lui che per primo aveva offerto ad Ayrton la possibilità di salire su una Formula 1, lo aveva visto morire su una sua auto, per un problema tecnico. Provò a tenersi tutto dentro anche quella volta. «A casa nostra Ayrton è stato considerato un Dio per lungo tempo racconta Claire in un bel documentario della Bbc -. Papà ne era innamorato. Lo aveva nel cuore, nella testa e voleva assolutamente portarlo in squadra. Alla fine il suo sogno si è avverato, ma è finito nel peggior modo possibile». Sir Frank non ha ancora 80 anni (è nato il 16 aprile 1942), ma non ha più la forza per combattere come un tempo. Ha provato a lasciare tutto alla figlia che ci ha messo l'anima, ma non ha trovato vie d'uscita se non la ricerca di un compratore. E sarà come dire addio alla Formula 1 di un tempo. La più romantica, ma forse anche la più bella.

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Commenti
Ritratto di Anna 17

Anna 17

Sab, 30/05/2020 - 14:14

Notizia che spiace conoscere. Williams è stato un grande della F1, forse barava un po sul peso ma era riuscito a costruire una F1 capace di vincere con Patrik Head ingegnere progettista. Era la F1 bella da vedere, dove veri piloti come Alan Jons e Jill Villeneuve davano sensazioni ed emozioni vere a tutti quelli che li stavano a vedere. Niente a che fare con l'attuale.

agosvac

Sab, 30/05/2020 - 14:42

Purtroppo la figlia di Sir Frank non ha mai avuto la tempra del padre. Ha gestito male un team che aveva tutte le capacità tecniche di riprendersi. Certo il ritiro di Head ha contribuito al disastro. Peccato!

Ritratto di vince50_19

vince50_19

Dom, 31/05/2020 - 11:39

Sono francamente dispiaciuto. Questo team ha un passato di alto livello nel mondo della formula uno. Probabilmente non avrà avuto sponsor granchè munifici per tenersi al passo con altri team e così Claire ha dovuto prendere questa che immagino sia stata una decisione dolorosa.