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Sposare un super eroe è (solo) una questione di stile

Matrimoni a confronto: Zendaya con Spider-Man (ossia Tom Holland) e Dua Lipa con il prossimo James Bond

Sposare un super eroe è (solo) una questione di stile
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A raccontare molto di un supereroe c'è chi si tiene appeso al braccio. Certe donne sembrano fatte apposta per evirare la preda o almeno per far valere un uomo la metà. Una relazione si imposta nelle prime mosse, lì c'è già dentro tutto. Tutto ciò che serve sapere: l'inizio, la velocità di crociera, chi condurrà, i pesi, le ragioni, gli squilibri, le insidie e la fine. Non bisognerebbe mai sottovalutare quella fitta che ci rende sospetto l'altro, perché sarà la fitta che piegherà ogni cosa. Basterebbe mantenersi lucidi almeno fuori dalle lenzuola, snebbiarsi dal romanticismo invalidante dell'alba e osservarsi col terzo occhio, che è quello con cui ci guardiamo vivere. Ma questo, evidentemente, è davvero un lavoro da supereroi. E anche tra loro, c'è chi, rispetto a un altro, riesce a sembrare un cretino. Tom Holland, lo Spider-Man dello schermo, si è portato all'altare l'attrice di Euphoria, Zendaya, Callum Turner, che verosimilmente sarà il prossimo 007, ha sposato la cantante Dua Lipa. I primi hanno festeggiato il sì invitando la nonna di lui e i parenti, i secondi hanno fatto i Bezos in Sicilia. Non che una sposa non abbia il diritto di autocelebrarsi alla nausea il giorno delle sue nozze (perché sono le donne a scegliere come sposarsi, dopo aver deciso con chi), il fatto è che il "come", talvolta, fa sorgere il dubbio sul "cosa" si stia celebrando esattamente.

Entrambe le coppie possono contare su un impressionante numero di onnivori follower (88 milioni solo Dua Lipa, 64 Holland, 175 Zendaya) ma mentre il futuro 007, telepilotato dalla nuova consorte, ha dato in pasto agli adoranti qualsiasi cosa, Spider-Man, di comune accordo con la neo moglie, si è limitato a confermare che il matrimonio si era svolto e ad aggiungere "questo è tutto ciò che otterrete a riguardo".

Ora, considerando che un maschio nelle mani di una femmina (in quelle di alcune più che in quelle di altre) è poco più vertebrato del pupazzo mosso da un ventriloquo, ecco descritto chi si è portato a casa Spider-Man e con chi ha fatto cuccia James Bond.

Il matrimonio di Turner-Lipa è stata un'orgia di marchi e numeri che, peraltro, com'è noto, raccontano quanti soldi hai speso, non quanti ne hai, quindi: lui vestito Louis Vuitton con certe camicie inamidate senza le quali non avrebbe potuto reggersi dritto, lei Chanel, l'abito di Dua ricamato a mano con 480mila perline che hanno richiesto 1.155 ore di lavoro, uno strascico di 2 metri e un sottosoprabito con 25mila piume. E poi la lista degli ospiti intasata di nomi celebri (da Elton John a Donatella Versace) con solo qualche assente tra cui il buon gusto, i balli fino a notte fonda animati da più entusiasmo che ritmo, i festeggiamenti, iniziati a Londra e proseguiti per tre giorni in Sicilia, protratti come un accanimento terapeutico. Roba da sentire il battito cardiaco negli occhi e da far guadagnare punti karma agli invitati. Holland e Zendaya hanno snobbato l'eccesso, dribblato la modernità, che a sua volta dribbla la realtà e si sono sposati tra loro, per loro. Magari chiederanno il divorzio prima dell'inizio del foliage, ma le premesse, converrete, sono infinitamente migliori.

Estendere e dilatare tanto l'intimità ha sempre qualcosa di disarmonico. Per non dire di pericoloso, come entrare sanguinanti in una vasca di squali. Preservare è già amare. E forse amare non è neppure nient'altro. La buona notizia, se non altro, è che ci siamo già tolti di torno i due matrimoni dell'anno. Stili diversi, stesso risultato, a quanto pare.

Anche se uno è sembrata davvero una promessa e se la sono scambiata al buio mediatico senza nulla a distrarli da ciò che va guardato davvero: chi ti ha fatto credere di non dover cercare più nulla. L'altro è sembrato solo un matrimonio.

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