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La stampa estera infierisce: «Da campioni a idioti»

La Nazionale italiana sta alla stampa estera come Mourinho sta alla stampa italiana. Stessa antipatia a tappeto. Da Buenos Aires a Londra, da Berlino a Madrid, è un coro di sfottò per gli Azzurri. I più astiosi e sadici sono i tedeschi. Alla Bild va l’Oscar per il rancore: nell’edizione online titolava «Italiani fuori, tiè!». E con un asterisco ricordava: «Sono quelli che ci hanno mandato kaputt l’estate del 2006». Insomma, i tedeschi da quel 2-0 in semifinale non si sono più ripresi. Anzi, hanno passato quattro anni seduti in riva al fiume e ora che passa il cadavere sportivo del loro nemico (da Messico ’70 al Mundial ’82 li abbiamo sempre bastonati), non vogliono perdersi lo spettacolo. Ecco dunque che la Frankfurter Allgemeine vince l’Oscar per l’originalità del titolo, citando la famosa sfuriata di Trapattoni ai tempi del Bayern Monaco e la sua amara, maccheronica conclusione: «Ich habe fertig», «Sono terminato», con chiaro riferimento al nostro Mondiale.
I francesi colgono invece la palla al balzo per fare di mal comune mezzo gaudio. «Italia, l’altro fiasco», ammicca L’Equipe, mentre France Football mette le due finaliste 2006 - ora eliminate - «Sulla stessa barca». Almeno però noi ci siamo risparmiati gli psicodrammi di Domenech.
Ogni Paese, comunque ha un suo motivo per rigirare il coltello nella nostra piaga. Così gli inglesi, a cui non è mai andata giù la nostra presunta mancanza di fair play, ci salutano con un poco originale «Arrivederci» (The Sun e Times), oppure con un classico gioco di parole da tabloid: «From champs to chumps», «Da campioni a idioti» (Daily Telegraph). Parallelamente, la stampa spagnola non può credere ai suoi occhi: «Infranta la leggenda dell’Italia che se la cava sempre, anche saltando senza paracadute», spiega El Mundo.

Mentre As infierisce contro l’Italia difensivista, definendola «Ridicula». In Portogallo, A Bola gioca di rima: «Campioni del mondo sul fondo», mentre in Argentina El Clarin ricorda che «Un giorno tornò la vergogna» del ko al primo turno, umiliazione che non provavamo dal ’74.

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