Caro direttore Feltri,
pensavo che la tragica morte di Maricarmen (l’anziana affittuaria sfrattata e morta pochi giorni dopo essere stata cacciata da casa, pur essendo gravemente malata) avrebbe scatenato la piazza; invece niente... Mi aspettavo cortei con centinaia di migliaia di attivisti; invece niente... Mi aspettavo bottiglie incendiarie contro la polizia, rottura delle vetrine del Banco Santander, rogo di bandiere spagnole e tutto il resto delle animate manifestazioni democratiche organizzate a tutela dei diritti; invece niente... Sarò prevenuta, ma sono sicura che tutto ciò non è avvenuto perché gli attivisti non possono scendere in piazza contro il prode Pedro, rappresentante del governo di sinistra spagnolo; a pensar male degli altri si fa peccato, ma spesso si indovina (frase attribuita ad Andreotti ma in realtà pronunciata per la prima volta da Papa Pio XI).
Chiara Lena
Cara amica,
stavolta temo che il sospetto le abbia fatto perdere di vista i fatti. Lei si chiede dove fossero gli attivisti per Maricarmen. Ebbene, erano già in piazza proprio per Maricarmen. La protesta spagnola è nata infatti dal suo sfratto, non dalla sua morte. L’anziana fu cacciata di casa gravemente malata, e quelle immagini fecero esplodere la rabbia. Da lì sono partite manifestazioni e mobilitazioni contro sfratti, caro-affitti e politica abitativa. Dunque il suo ragionamento, a mio avviso, parte da una premessa sbagliata. Non è vero che la piazza sia rimasta a guardare. È successo esattamente il contrario. Maricarmen è diventata il simbolo della protesta quando era ancora viva. E il governo Sánchez si è trovato, guarda caso, proprio nel bel mezzo della bufera. Naturalmente si può discutere sui metodi della protesta. Bottiglie incendiarie, violenze e vetrine spaccate non diventano nobili soltanto perché a compierle sono quelli che stanno dalla
parte politicamente simpatica. Ma sostenere che nessuno abbia protestato perché al governo c’è la sinistra significa rovesciare la realtà. La piazza c’era. E aveva persino un volto: quello di Maricarmen. Quanto al celebre «a pensar male», meglio usarlo con prudenza. Perché pensare male è facile. E quando siamo animati da qualcosa, la tentazione di saltare alle (nostre) conclusioni è forte, ma dobbiamo tenere presenti i fatti. E qui i fatti sono piuttosto testardi: la rivolta è nata proprio dalla vicenda che lei indica come prova dell’assenza della rivolta. Una piccola contraddizione, insomma. Di quelle che fanno più rumore di una bottiglia contro una vetrina. A me invece piace pensare che quella povera donna, prima di morire, sia riuscita a smuovere un intero Paese.
