Storia d'assalto

Dakar e Minerve, il mistero dei sottomarini "persi" nel Mediterraneo

Nel gennaio del 1968 il "Dakar" e il "Minerve", entrambi sottomarini del "blocco occidentale", scomparvero nelle profondità del Mediterraneo. Lo stesso anno altri due sottomarini ben più celebri trovarono lo stesso destino.

Dakar e Minerve, il mistero dei sottomarini "persi" nel Mediterraneo

Gennaio 1968. Nel cuore del Mediterraneo, mentre le profondità oceaniche erano un pericoloso crocevia per sommergibili in guardingo pattugliamento da Guerra Fredda, due sottomarini, uno francese e uno israeliano, persero il contatto con le basi sulla terraferma per scomparire nel nulla senza apparente motivo. Erano classificati con i nomi di Fs Minerve e Ins Dakar.

Ma non è tutto. Nello stesso anno altri due sottomarini di classe superiore, l'Uss Scorpion americano e il K-129 sovietico, finirono sul fondo dell'oceano, Atlantico e Pacifico, il primo l'11 marzo e il secondo il 5 giugno.

Nel 1970 una terza unità, un altro sottomarino francese di classe Daphne, con il nome di Eurydice come la ninfa scelta da Orfeo per moglie, affondò a largo di Cap Camarat per quella che si ipotizzò essere una collisione che compromise i timoni e portò il battello verso l'inevitabile implosione alla profondità di collasso intorno ai 600 metri.

Tutti gli equipaggi, in tutti e tre i casi, persero tragicamente la vita. Tutti e tre i casi vennero archiviati come incidenti senza possibilità di accertarne le cause, avvenuti durante esercitazioni o missioni di routine. L'Eurydice a il Minerve potevano essersi scontrati con un'unità di superficie non meglio identificata in un giorno di forte burrasca.

Tuttavia, un'altra teoria con i suoi particolari retroscena, continua ad attirare dietrologie e congetture date dalla particolare concomitanza tra la sparizione del Dakar, del Minerve, e un possibile collegamento tra i due sottomarini che - secondo alcune ipotesi - potrebbero essere stati coinvolti in una missione segreta che prevedeva un rendez-vous che non andò a buon fine. Si tratta solo di una strampalata ipotesi da appassionati di cappa e spada? È più che probabile, ma è comunque un'occasione per ripercorrere gli eventi.

La scomparsa del Minerve

Il 27 gennaio del 1968, il sottomarino Minerve, identificativo visivo S647, lascia il porto di Tolone dopo aver sbarcato un alto ufficiale per condurre un’esercitazione di routine in un settore a 12 miglia a sud-est di Cap Sicié. Un aereo Asw per la guerra antisommergibile modello Breguet Atlantic I è incaricato di dargli la caccia e simulare - nel caso lo riesca a rilevare e tracciare - le procedure di ingaggio. Le condizioni meteo non sono delle migliori e il mare forza 5 tende ad ingrossarsi, peggiorando le condizioni di navigazione in superficie tanto che l’esercitazione, anche per mancanza di visibilità, viene annullata.

C’è un problema però: l’interruzione improvvisa delle comunicazioni radio tra il sottomarino e il pattugliatore marittimo che, messo in allarme dal silenzio radio, avverte il comando a terra. Quando neanche il comando sottomarini ricevere risposta, si pensa immediatamente al peggio e viene lanciata una missione di ricerca e soccorso che non darà alcun risultato. Il Minerve è scomparso in un tratto di mare dove il fondale raggiunge facilmente i 2000 metri di profondità. Sarà avviata un’indagine per tentare di far luce sull’accaduto. I 52 uomini dell'equipaggio non faranno mai ritorno.

Durante l'inchiesta viene sottolineato come il Minerve fosse affidabile nella sua integrità strutturale e in completa efficienza, dunque andava considerato un battello estremamente sicuro. Nel corso delle indagini l’ipotesi dello speronamento, subito preso in esame, viene completamente accantonato. Mentre l’ipotesi che il Minerve sia rimasto vittima di una mina navale rimasta ancorata al fondale, trova fondamento nelle teorie ma non nella pratica: mancavano i tipici segni di un'esplosione in profondità, e i sismografi non avevano registrato nulla se non una tenue anomalia a -600 metri. Non c'erano inoltre tracce di nafta o altro in superficie.

All’epoca vennero presero in esame anche le speculazioni di un abordage en plongée da parte di un sottomarino nemico, evidentemente sovietico, per quanto fosse altamente improbabile che un sottomarino di Mosca si fosse spinto all’imbocco dei maggiori porti francesi per ingaggiare un avversario senza apparente motivo. A renderlo noto saranno i documenti confidenziali desecretati nel 2018. Ci vorrà comunque un anno in più per trovare il relitto. Diviso in tre parti, il Minerve è stato localizzato a circa 35 chilometri dalla costa di Tolone, giacente ad una profondità di 2.400 metri. Era il 22 luglio del 2019. La commozione per i parenti dell’equipaggio fu immensa. Ma nessuna risposta sulla perdita del sottomarino si rese in ogni caso “definitiva”.

La scomparsa del Dakar

Il 25 gennaio del 1968 il sottomarino Dakar, varato come HMS Totem per la Royal Navy del 1943 ed entrato a far parte nella Marina israeliana nel novembre del '67, era in navigazione nel Mediterraneo per portate a termine il suo viaggio da Portsmouth, Inghilterra, ad Haifa, nel giovane Stato di Israele. Risale a tale data l’ultimo rapporto operativo inviato via radio al quartier generale navale israeliano. Perché il giorno dopo, alle 06.00 del del 26 gennaio, come stabilito da normali direttive, non invierà alcun messaggio. Entrando così in un inquietante silenzio radio mentre si trova al largo delle coste dell’Egitto, storico avversario dello Stato Ebraico.

A mezzodì, il comando israeliano capta un corto e disturbato segnale radio, ma non è chiaro se provenga dal Dakar, che dovrebbe trovarsi al largo di Alessandria e che da quel momento sparisce senza lasciare traccia. Viene lanciata immediatamente una complessa operazione di ricerca lungo la rotta prestabilita. Ma in questo caso, il rischio che si sia verificato uno scontro con unità nemiche è più plausibile e la posta in gioco più alta: è noto infatti che unità di superficie sovietiche - e plausibilmente anche sottomarini - incrocino in quell’area di mare dove passano le rotte di diversi mercantili russi provenienti dal Mar Nero alla volta dell’Egitto. Tali rotte si intersecano in diversi punti con quella seguita dal Dakar. Si ricordi, inoltre, che al tempo molte delle navi mercantili russe fungevano da “navi spia”. In 69, tra ufficiali e marinai, mancheranno all’appello per non fare mai ritorno.

Anche in questo caso saranno diversi gli scenari che l’indagine riporta come possibile causa del tragico evento. Un errore umano o un malfunzionamento, sebbene l’equipaggio fosse perfettamente addestrato, i controlli anti-sabotaggio avessero scongiurato ogni rischio e l’integrità del sottomarino garantita. Un attacco da parte di un’unità nemica, forse egiziana ma anche sovietica in pattugliamento nel Mediterraneo, o una collisione con un'altra nave che però, come nel caso del Minerve, non si accorse di niente o tacque il tutto. Di tutti i documenti top-secret relativi all’affondamento e alla sparizione del Dakar, ne sono stati declassificati ad ora solo 16. Il rapporto di 87 pagine consegnato all’allora ministro della Difesa Moshe Dayan rimane segreto.

Il 9 febbraio 1969, a più di un anno dalla scomparsa del Dakar, un pescatore recupera la boa d'emergenza di poppa sulla costa di Khan Yunis, a sud-ovest di Gaza. Il 28 maggio 1999 - anche per merito di informazioni d'intelligence ottenute da fonti americane - il relitto del Dakar viene localizzato e identificato da un'equipe americana a 500 chilometri dalla costa israeliana, sul fondale che separa Creta e Cipro. Giace a 2.900 metri di profondità. Secondo le immagini raccolta dai robot subacquei lo scafo riporta uno squarcio, ma, anche in questo caso nessun mercantile denunciò collisioni in quel tratto di mare, né vennero avvistati all'epoca detriti o macchie di nafta associabili ad un natante affondato. Lasciando un alone di mistero sugli eventi che perdura ancora oggi.

La questione sovietica

L’inchiesta condotta dagli israeliani si trovò ad appurare alcuni aspetti politici e diplomatici che viziarono le ricerche e che divennero parte, per quanto si possa ritenere secondaria, dell’avvenimento. Secondo quanto reso noto, Israele chiese aiuto all’Unione Sovietica nella fase di ricerca del sottomarino scomparso passando per un Paese terzo, che non viene mai menzionato nei documenti declassificati, senza ottenere risposta da Mosca. Fu il primo caso nella storia che vide uno stato "rifiutarsi" di fornire aiuti nella ricerca. Al contrario pare che la propaganda sovietica, ricalcando alcune fonti egiziane che dichiaravano che il Dakar fosse stato affondato da una nave da guerra egiziana con cariche di profondità, la fregata Assyout, si abbandonò ad allusioni riguardanti la missione del sottomarino israeliano perduto, che sarebbe stato impegnato - sempre secondo i sovietici - in una missione ai danni degli Stati arabi.

Ciò che c’è di vero in questa storia, ed è stato reso noto in dettaglio dai documenti desecretati sulla scomparsa del Dakar, è che il governo di Ankara non abbia permesso di condurre ricerche autonome lungo la costa meridionale della Turchia, conducendo ricerche “proprie” con la sola presenza di guide inviate dagli israeliani. Con il senno di poi, si pensò che questo parziale diniego potesse essere collegato ad alcuni preparativi che la Turchia stava effettuando in vista dell'invasione di Cipro, sebbene questa sarebbe avvenuta solo nel 1974.

Nonostante non esista alcuna connessione evidente tra la tragica scomparsa sottomarino francese Minerve e quella del sottomarino israeliano Dakar, la concomitanza delle sparizioni in passato diede adito a molte teorie: una di queste ipotizzava che i due sottomarini fossero stati impegnati nella stessa missione con alto livello di segretezza. Missione o esercitazione che sarebbe terminata in tragedia.

La scomparsa dei sottomarini nucleari dei “nemici di sempre” e il caso Eurydice

Il sottomarino francese Eurydice, identificativo visivo S644, fu protagonista, come scritto in apertura di un drammatico incidente che lo fece scomparire sotto i flutti di fronte ad Cap Camart, 15 chilometri al largo di St.Tropez. L'ordine del 4 marzo del 1970 prevedeva esercitazioni analoghe a quelle condotte dal Minerve, nella zona delle isole d’Hyères, dove i fondali sono molto meno profondi. Durante l'esercitazione con tempo sereno, il sottomarino gemello del Minerve scomparve nel nulla come il suo predecessore. Ma nel caso dell’Eurydice tracce di nafta e detriti vennero individuate nell'area di mare interessata, e il rilevamento di una forte esplosione avvenuta in profondità captato, alle ore 07:28, da un centro di monitoraggio geofisico. Il relitto dell’Eurydice venne quindi individuato pochi mesi più tardi da una nave per ricerca oceanografica della Marina degli Stati Uniti. Era adagiato du un fondale ad una profondità di 750 metri.

Si trattò dunque di una tragica fatalità, o di un difetto di produzione o progettazione mai individuato nella classe Daphne che venne trascurato o taciuto dal governo di Parigi? Oppure si trattò di tre diversi casi di collisione che non vennero denunciati da unità di superficie, fossero esse militari o mercantili, o di una serie di eventi del tutto scollegati tra loro? Esercitazioni di routine e trasferimenti andati a finire male? Del resto, un sottomarino da guerra, come un aereo, espone il suo equipaggio ai rischi dell'immersione e del decollo. Chi detiene il comando, è dotato di nervi d'acciaio.

Una qualità che si ricollega ad un altro avvenimento, quello della tragedia sfiorata dal sottomarino Flore, identificativo visivo S 645, della stessa classe, la Daphne - sottomarini d'attacco a propulsione convenzionale, di concezione francese, costruita tra il 1958 e il 1970 per la Marine nationale e per l'esportazione - che andò quasi perduto nel 1971 a causa di uno grave problema allo snorkel. Sarà proprio il comandate, grazie alla sua esperienza e prontezza ad ordinare l'immediata risalita d’emergenza, per evitare il peggio. La parola "snorkel" - un tubo estendibile di cui sono dotati i sottomarini a propulsione convenzionale che consente l'afflusso d'aria necessario al funzionamento dei motori mentre sono in immersione a 10/12 metri - sarà ricorrente nelle indagini sulla scomparsa del Minerve e nell'inchiesta per la perdita dell'Eurydice.

La coincidenza che quello stesso anno il sottomarino nucleare americano Uss Scorpion e il sottomarino lanciamissili sovietico K-129 (del quale si occuperà la CIA per trafugare segreti militari mediante una scenografica copertura, ndr) scomparvero nel nulla, non fece altro che aumentare voci e speculazioni, gettando un'ombra inquietante sulle dinamiche di quella che alcuni chiamano la "guerra sommersa". Un'occulta (e occultata) guerra sottomarina che mieté vittime in silenzio e che nessuno avrebbe mai dovuto rendere nota per mantenere l'equilibrio ed evitare ogni escalation. Ipotesi da cappa e spada appunto. Si dirà lo stesso quando nel 2001 si consumò la tragedia del sottomarino nucleare russo Kursk. La lettura di pagine e pagine di documenti desecretati spesso non porta ad altro che ripetere la versione dei fatti ufficiali come del resto stiamo riportando: quattro sottomarini, nel 1968, sono spariti nelle profondità del mare mentre in superficie tutti temevano la terza guerra mondiale, per essere trovati solo molti anni più tardi senza chiarire misteri. Questo è quanto.

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