Le minacce legate alle scommesse non sono più soltanto un problema virtuale. Matteo Berrettini, dopo la vittoria contro Stan Wawrinka ai recenti US Open aveva raccontato di averne avuto esperienza diretta durante il Roland Garros, quando alcuni scommettitori avevano inviato al telefono del fratello Jacopo messaggi intimidatori, arrivando a minacciare di morte la famiglia se Matteo non avesse perso la partita successiva. Il team del romano ha raccolto chat e numeri di telefono e presentato un dossier all’ATP. Un allarme che arriva mentre negli Stati Uniti le leghe professionistiche cercano di correre ai ripari. NFL, NBA, MLB, NHL e MLS, insieme ai rispettivi sindacati dei giocatori, hanno chiesto alle commissioni per il gioco d’azzardo e alle autorità di regolamentazione norme più severe contro molestie e minacce rivolte ad atleti, allenatori, arbitri e famiglie. «Minacciare l’incolumità di un atleta o dei suoi familiari a causa di una scommessa sportiva supera chiaramente i limiti etici e penali ed è del tutto inaccettabile», si legge nella dichiarazione congiunta. Tra le misure proposte c’è la sospensione a vita dagli operatori di scommesse per chi viene riconosciuto responsabile di molestie o minacce di violenza.
Le leghe chiedono meccanismi di segnalazione semplici e standardizzati e l’obbligo per bookmaker e operatori mobili di monitorare e sospendere gli account legati a comportamenti abusivi. La richiesta arriva in un momento di forte espansione del betting nello sport americano.
Le stesse leghe hanno infatti stretto partnership con bookmaker e operatori di scommesse, l’NBA ad esempio ha un’intera pagina web dedicata all’elenco dei propri partner e operatori di gioco ufficiali. La diffusione delle scommesse legali ha aumentato le opportunità per gli appassionati, ma anche l’esposizione degli atleti a insulti, molestie e minacce.
