Strage Sei pallottole per non perdere i cani

Strage Sei pallottole per non perdere i cani

Renzo Castagnola, 58 anni, non ci ha pensato su due volte. Nel suo mirino non c'erano i due carabinieri e i due vigili urbani. Loro non li odiava. Ha esploso cinque colpi della sua pistola semiautomatica calibro 9 proprio in faccia alle due guardie zoofile. Ha ferito di striscio alla fronte e a una mano, ma solo perché era sulla traiettoria, la moglie Giacomina Spaggiari, 56 anni, comunque ricoverata al san Martino con prognosi riservata. Poi l'ultima cartuccia l'ha tenuta per sé e si è sparato al cuore. È successo ieri, poco prima delle 10,30, in una baracca di lamiere adibito a rifugio per cani nella piazzetta di Sussisa di Sori. Proprio di fronte alle note trattorie «Da Luigin» e «Da Rosa».
Sposato, senza figli, residente in una casetta di campagna, nelle alture di Sori, appassionato cacciatore di cinghiali. I suoi «figli» erano i suoi undici cani. Quelli della «squadra». E ieri mattina, dopo mesi e mesi di battibecchi, forse spintoni, parole grosse, segnalazioni e denunce, è successo quello che si doveva prevedere. Non è stato un improvviso raptus di follia. È stata una tragedia annunciata.
Di fronte alle cucce di quei beagles e spinoni maremmani che volevano portargli via, sono rimasti a terra, (...)

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