Sudafrica 2010

Sudafrica 2010: il positivo e il negativo del Mondiale

Tutto il bello e il brutto della Coppa del Mondo, da Nelson Mandela all'architettura degli stadi passando per lo Jabulani e i Barrabravas argentini

Il Mondiale appena concluso ci lascia 64 partite, un mese di calcio e una squadra campione, la Spagna di Del Bosque. Sono tante le cose positive e negative da ricordare di quest'edizione della Coppa del Mondo, la prima nel continente africano. I lati positivi:
NELSON MANDELA È arrivato al Soccer City poco prima della finale lasciando allibiti gli spettatori, che dopo il silenzio iniziale, dato dalla grande sorpresa, lo hanno applaudito a lungo durante il suo emozionante giro di campo. È l'uomo simbolo del Sudafrica e la sua presenza è stato uno dei momenti più toccanti di tutto il Mondiale, lui che ha voluto fortemente la Coppa del Mondo in questo continente.
L'URUGUAY La squadra più «odiata» in Africa, dopo aver eliminato i padroni di casa del Sudafrica nel girone e il Ghana nei quarti. È un Paese di appena 3 milioni e mezzo di abitanti che ha dimostrato che il quarto posto finale non è stato una casualità. Ha messo in mostra un ottimo gioco e tanti buoni giocatori a cominciare da Diego Forlan, nominato miglior giocatore di tutto il Mondiale.
IL GOL DI VAN BRONCKHORST Il capitano dell'Olanda ha sbloccato la semifinale contro l'Uruguay con un tiro splendido da 35 metri, forse il più bello di tutto il Mondiale. Ha giocato una buona finale, ma non è riuscito a fare il bis.
IL PRIMO MONDIALE AFRICANO L'Africa ha dimostrato di essere preparata, pronta e organizzata. I problemi avuti sono stati sempre risolti, la sicurezza è stata sempre garantita e la distanza con l'edizione del 2006 in Germania è stata molto minore di quella che esiste tra i Pil dei due Paesi.
GLI STADI Soccer City, Green Point, Moses Mabhida. L'architettura degli stadi è stata meravigliosa e il totale dei tifosi che hanno seguito dal vivo le partite è il terzo più numeroso della storia dei Mondiali.
FAIR PLAY 17 i cartellini rossi esibiti in questi Mondiali, l'ultimo quello di Heitinga durante i supplementari della finale. Molti meno rispetto ai 28 di Germania 2006. «Le statistiche dimostrano che ci sono meno infortuni, significa che i giocatori sono più rispettosi nei confronti degli avversari», ha detto il presidente della Fifa, Joseph Blatter.
WESLEY SNEIJDER «Nè Ronaldo, nè Messi: il migliore dei Mondiali sarà Sneijder», lo ha detto l'ex stella del calcio olandese, Ruud Gullit, prima dell'inizio dei Mondiali. L'interista ha portato l'Olanda alla sua terza finale, ma non è risultato decisivo nella partita contro la Spagna. Il suo grande torneo e i gol segnati in Sudafrica potrebbero spingerlo, dopo i successi con l'Inter, a conquistare il pallone d'oro.
DAVID VILLA La Spagna ha vinto il Mondiale segnando otto gol, cinque dei quali siglati dal neo-acquisto del Barcellona e gli altri tre dai suoi compagni Iniesta e Puyol. Che giocasse al centro o partisse laterale, l'attaccante è sempre stato una spina nel fianco per le difese e anche lui punta al trofeo personale del Pallone d'Oro.
THOMAS MULLER Autentico, spontaneo, originale. Sono gli aggettivi con i quali si può definire uno dei migliori giocatori del Mondiale, 20 anni, cinque gol e simbolo di una Germania giovane proiettata al futuro e nominato miglior giocatore giovane del torneo.
INGHILTERRA-GERMANIA Nel superclassico si è visto di tutto, gol, vendetta e polemiche. I tedeschi hanno vinto 4-1 vendicando la sconfitta della finale del 1996. «Adesso siamo 1-1», ha detto l'attaccante della Germania, Miroslav Klose, a proposito del gol di Lampard non ravvisato dall'arbitro in riferimento al gol-non gol di Hurst di 44 anni fa.
I lati negativi:
LA FINALE SPAGNA-OLANDA Una partita inedita per una finale, brutta, fallosa, ma vinta dalla squadra più meritevole che in tutto il Mondiale ha mostrato senza dubbio il miglior calcio conquistando il primo titolo della sua storia.
LA «DOMENICA NERA» DEGLI ARBITRI «Non hanno saputo indovinare le decisioni. Poverini... ». La frase è di Vicente del Bosque riferita al 27 giugno, una «domenica nera» nella quale gli arbitri hanno sbagliato decisioni come non mai in questo mondiale: il gol fantasma di Lampard e il grossolano fuorigioco (vero Rosetti e Ayroldi?) di Tevez.
MESSI, ROONEY, CRISTIANO RONALDO, KAKÀ Diego Armando Maradona è riuscito in una cosa impensabile: riuscire a mandare a casa il miglior giocatore del mondo, Lionel Messi, senza segnare un gol al Mondiale e in lacrime, nonostante sia stato il migliore della sua squadra, l'Argentina. Ma non è stata l'unica stella a fallire in Sudafrica, perchè anche Wayne Rooney e Kakà sono tornati a casa senza segnare, mentre Cristiano Ronaldo ne ha messo a segno soltanto uno e senza giocare al meglio.
IL CABARET DELLA FRANCIA Una squadra desolante, un allenatore insultato e vilipeso, uno sciopero insolito in un allenamento, una figuraccia nel complesso. La Francia del 2010 è stata molto lontana da quella che vinse nel 1998 e che arrivò in finale nel 2006. Calcisticamente non è stata all'altezza ed è uscita nella prima fase.
LA DECADENZA DELL'ITALIA Quattro anni possono essere un'eternità, e l'Italia lo ha dimostrato con una squadra invecchiata, senza passione nè idee. Il suo primo tempo contro la Slovacchia, la partita nel quale si giocava la permanenza nel Mondiale ha stupito per disattenzione. Un'altra squadra campione del Mondo eliminata nella prima fase.
LE SQUADRE AFRICANE Il primo Mondiale in Africa non ha offerto niente di nuovo, tranne il Ghana eliminato ai quarti di finale, come era già successo a Camerun e Senegal. L'Africa continua a non mettere piede in semifinale, ma ancora più preoccupante per il continente sono state le prestazioni non eccezionali di Camerun, Nigeria, Costa d'Avorio ed Algeria. Il Sudafrica, il primo paese africano ad ospitare la competizione, è stato eliminato al primo turno anche se si è tolto la soddisfazione di battere la Francia.
JABULANI L'aveva anticipato già Blatter: i portieri soffriranno con il pallone del Mondiale. Nessuno, infatti, ha dedicato il minimo elogio al prodotto dell'Adidas, piuttosto sono piovute tante critiche, ma vedere il volo del pallone tra l'imprevedibile ed il delirante ha generato in molti ironia, tranne che nei portieri che ne hanno subito le conseguenze.
IL FREDDO ED IL PRATO La sfida terminata 2-1 del 13 giugno tra Brasile e Corea del Nord si è giocata in una notte d'inverno quasi siberiano. Sette gradi sotto zero in una delle partita più fredde della storia dei Mondiale. Il prato, in più di uno stadio, ha messo in evidenza la durezza dell'inverno che ha dato tregua solo nelle due settimane finali.
LE VUVUZELA Rumore assordante per tutte e 64 le partite del mondiale, tanto colore e felicità, ma critiche e problemi di comunicazione tra allenatori e giocatori e tra arbitri e collaboratori. Le vuvuzela suonate negli stadi hanno rimbombato nelle orecchie, per l'allegria di alcuni e il martirio di altri.
COREA DEL NORD Dopo il promettente debutto contro il Brasile con un gol, è arrivata la pioggia di reti contro il Portogallo che si è imposto sui nordcoreani per 7-0. «Ho subito uno shock. Ho passato tutto il giorno con lo sguardo perso», ha detto la stella Jong Tae-se. Lui ei i suoi compagni sono andati via al primo turno e da Pyongyang non si è saputo più nulla.
IL SILENZIO DI BLATTER In quello che è stato definito come il «suo» Mondiale, il presidente della Fifa ha parlato meno che mai. Ha inaugurato l'uso di «Twitter», ma lo ha usato poco e solo in alcune occasioni. Sudafrica 2010 aveva bisogno di una presenza maggiore da parte del massimo responsabile del calcio mondiale.


I BARRABRAVAS ARGENTINI L'unico morto del Mondiale è arrivato da un confronto tra barrabravas argentini che hanno preoccupato le autorità sudafricane da prima che iniziasse il torneo. Il Sudafrica ha rimandato in patria 28 tifosi argentini. Non ci sono state espulsioni di tifosi di altri paesi.

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