Non è mica facile essere Supergirl. La criptonite è un po' dappertutto, a partire dai social. ormai i fandom analizzano ogni più piccolo dettaglio con la supervista per scovare qualche pretesto per disintegrare il prequel o lo spin-off di turno. Stavolta con il nuovo film DC, con protagonista Milly Alcock, si sono aggrappati un pò a tutto. La pellicola conta molto. Supergirl deve portare nuova linfa all'universo DC dopo Superman, uscito la scorsa estate, che ha introdotto David Corenswet nei panni dell'Uomo d'Acciaio e ha dato il via al nuovo franchise, con ottime recensioni e un solido incasso di 618 milioni di dollari al botteghino mondiale. Quindi ovviamente la produzione sta attenta a tuttu i segnali. Ma attenzione, la trama delle avventure di Kara Zor-el non c'entra, al momento con le critiche. A far storcere il naso ai puristi sono stati in prima istanza i dettagli. Prima polemica: come può Supergirl avere i buchi alle orecchie se il suo corpo è praticamente invulnerabile? Un po' come vedere un centurione con l'orologio in un vecchio kolossal sull'impero romano.
Sì è partiti da lì per poi mettere in discussione tutte le scelte creative del nuovo DC Universe guidato da James Gunn e Peter Safran. Che sono intervenuti contro i Lex Luthor da tastiera. Però con una discreta arrampicata sugli specchi, più in stile uomo ragno che superman, ad essere onesti. "Come spiegato in Superman, nello stesso modo in cui si ubriaca: va su un pianeta con un sole rosso. Senza contare che è cresciuta su un frammento di Krypton, quindi non ha nemmeno sperimentato i superpoteri fino all'adolescenza", ha dichiarato Gunn. Forse bastava dire è irrilevante. Del resto lo stesso Superman nelle sue molte vicende DC ha costretto il pubblico a diverse sospensioni del principio di realtà. Il vero banco di prova per Supergirl non sarà quindi un accessorio indossato da Milly Alcock, ma la capacità del film, in sala dal 26 giugno di costruire un personaggio forte, riconoscibile e capace di reggere il peso del nuovo DCU. Gli haters continueranno a cercare il dettaglio da contestare? Probabilmente sì, ma i dettagli dovrebbero rimbalzare sulla pelle corazzata della ragazza venuta dallo spazio.
E però qui si pongono delle altre questioni su cui hanno battuto i critici statunitensi che hanno visto per primi la pellicola. Come il giornalista cinematografico Mike Ryan secondo cui Supergirl rispetto ai precedenti film: "assomiglia più a un film della saga di Mad Max, sia nell'iconografia che nello svolgimento, con mondi corrotti, cattivi ripugnanti e un' eroina autodistruttiva". Ma infondo queste differenze sono quelle che dovrebbero rendere la pellicola più appealing alle nuove generazioni.
Saranno loro a decidere se la ragazza d'acciaio può farsi una gita extraplanetaria per
farsi fare un piercing oppure no. Voil del resto vi siete mai chiesti perché il Superman del compianto Christopher Reeve potesse attraversare l'atmosfera senza che gli si incendiasse il gel sui capelli? Probabilmente no.