Ci sono film che diventano musical, e viceversa. Non conta quale sia il percorso, bensì se la musica e la storia raggiungano il cuore del pubblico. Il caso di «Sister Act» - film di successo del 1992 con una memorabile Whoopi Goldberg si è trasformato in una pellicola di culto. Meno automatico il fatto che, dal suo esordio in chiave musical nel 2009 a Londra con la produzione di Stage Entertainment e della stessa Whoopi Goldberg, lo show facesse centro da subito. E invece. Sarà la musica soul e pop scritta da un grande compositore come Alan Menken («La Bella e La Bestia», «Newsies», «Aladdin»), sarà il messaggio positivo e inclusivo, quel che è certo è «Sister Act» piace. Un titolo che è sempre passato dal Teatro Nazionale. Nel 2011, nel 2022 e oggi in cartellone per una lunga tenitura fino al 16 gennaio, nell’allestimento della specialista Compagnia della Rancia con la regia di Chiara Noschese, alcune conferme nel cast e una squillante novità. Sì perché in questa stagione al Nazionale le protagoniste nel ruolo della cantante Deloris Van Cartier, testimone di un omicidio e per questo costretta a nascondersi in un convento cattolico travestendosi da suora, ci sono sia Gloria Enchill (già protagonista della precedente edizione dello show) sia Speranza Tesoro, poco più che ventenne, voce potente e entusiasmo a mille, selezionata per raccogliere la staffetta della collega più matura dopo un mese di repliche. Nel ruolo del gangster Curtis torna Giuseppe Verzicco, in quello di Madre Superiora una carismatica veterana come Francesca Taverni. «Perché ancora Sister Act? spiega l’ad di Stage Entertainment Matteo Forte Per un motivo: è un classico a grande richiesta». Le due protagoniste nere hanno voci calde e potenti, e tra loro l’intesa si è rivelata perfetta. «Far danzare delle suore, non solo per come sono abbigliate, è un compito difficile ma gratificante spiega la coreografa Nadia Scherani Si deve scardinare l’immagine della suora tipo e renderla più versatile».
