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Teatro

Otto storie sulla generazione dai 17 ai 40 anni

Un ritratto dell’Inghilterra contemporanea. E il cast cambia con il pubblico

Eight

Per entrare nella logica di «Eight», lo spettacolo di Ella Hickson, classe 1985, inglese di Guildford (cittadina vicina a Londra) fino a domenica all’Elfo Puccini (www.elfo.org), va detto che inaugura la rassegna «Nuove Storie» (4 spettacoli fino al 14 giugno) che, dal 2011, indaga la drammaturgia contemporanea per promuovere giovani artisti e compagnie indipendenti e affrontare temi come famiglia, potere e cronaca. Dal 2018 Francesco Frongia ne è direttore artistico, ha trasformato la rassegna in un mini festival che unisce compagnie sotto una bandiera tematica comune. Quest’anno è «Sconfinamenti», sono stati selezionati spettacoli che vanno oltre la visione frontale instaurando un rapporto diverso tra spettatori e pubblico.

Poi «Eight» ha vinto, nel 2008, l’Edinburgh Fringe Festival, la parte più avanguardistica del celebre Festival di teatro che si svolge ogni estate a Edimburgo, in Scozia. Ecco perché, arrivando in teatro, il pubblico non assiste a un tradizionale spettacolo di regia: si trova otto (eight in inglese) attori schierati, e ciascuno ha 25 secondi per presentarsi. Devono convincere la platea a essere scelti, come si selezionano i reel su Instagram. Non si chiede di spegnere il cellulare a inizio spettacolo: gli spettatori devono selezionare la presentazione che li ha convinti di più inquadrando un qr code. Quando la scelta è fatta comincia lo spettacolo: otto monologhi che rappresentano una generazione, tra i 17 e 40 anni, cresciuta in una società in cui tutto è diventato accettabile. Da Millie, prostituta che piange la perdita del vecchio sistema di classe britannico, a Miles, sopravvissuto all’attacco terroristico di Londra del 7 luglio 2005, a Danny, ex militare che ha trovato casa tra i cadaveri di un obitorio, ad Andrè gallerista omosessuale vittima di un sistema dell’arte dove conta più l’apparire che l’essere. Spettacolo di «Alchemico Tre» e «Le città invisibili», nella traduzione Monica Capuani e nella regia di Michele Di Giacomo sembra che l’interesse principale sia la possibilità di apparire. Eppure, dopo l’ascolto, quattro storie sono terminate e quattro non sono neanche state raccontate. Tutte «si consumano davanti a noi, bruciano. Ma forse questo ardere ci riguarda tutti!».

Teatro Elfo Puccini, sala Fassbinder, corso Buenos Aires 33. Martedì, mercoledì, giovedì, venerdì e sabato ore 20; domenica ore 16.

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