Una gara di tennis che rimarrà negli annali. Tra gli applausi del pubblico che ha tifato per il beniamino di casa, Ben Shelton sconfigge con il punteggio di 6-7(5), 6-1, 6-3, 1-6, 7-6(7) il talento spagnolo Carlos Alcaraz, campione in carica agli Us Open, nel match più tardivo di sempre nel cemento dello Slam newyorkese e concluso alle ore 3.33 della notte dopo quasi quattro ore e mezzo di splendida battaglia.
Un ace spaziale pone fine alla sfida
Sembrava di stare sulle montagne russe: un primo set equilibrato e vinto al tie-break dallo spagnolo ma poi sale in cattedra il numero 8 del tennis mondiale che, finalmente, ottiene la sua prima vittoria in carriera con un avversario che si trova fra i primi tre della classifica mondiale. Secondo e terzo set sono a trazione anteriore, Alcaraz sembra non avere più benzina vista la lunga inattività causata dal problema al polso che lo ha tenuto lontano dai campi da gioco per oltre 4 mesi (esattamente 139 giorni fa l’ultima gara ufficiale).
Il malessere di Alcaraz
Così è andata:uno Shelton in grande spolvero ha inanellato nove game consecutivi, imponendo la sua volontà su Alcaraz e dominando il due volte campione degli US Open in un modo che pochi si aspettavano. Carlos, al terzo set, sembra non averne più: a un certo punto sposta la telecamera e vomita in campo. È stanco, stremato, ma un campione come lui si risveglia improvvisamente e impone la sua legge, 6-1 al quarto set e tutto riaperto. Ci si aspetta che qualcuno crolli al quinto set ma così non avviene: i due avversari, in piena notte e con tutti gli spettatori al loro posto, se la giocano al tie-break con Shelton in grado di mettere a segno l’ace decisivo a 235 km/h alle 3:33 del mattino.
La felicità di Shelton
“Sono davvero grato e mi sento così fortunato”, ha dichiarato quasi commosso il giovane americano di fronte al pubblico al termine della gara. “Dio mi ha benedetto in tanti modi, permettendomi di essere qui davanti a voi stasera. È un onore assoluto e condividere il campo con Carlos è un onore assoluto”. Poi, un sentito ringraziamento al pubblico che ha resistito all’avanzare della notte. “Per me, la cosa più importante sono sempre le persone tra il pubblico. Che si tratti dei miei allenatori, della mia squadra, dei miei amici e della mia famiglia qui, o della città di New York che stasera si è presentata fino alle 3 del mattino con cori ‘Usa’ fino alla fine, è stato questo a darmi la forza di andare avanti e a farmi vincere stasera”.
Il derby in semifinale
Chissà, dopodomani, come si dividerà il pubblico di Flushing Meadows che avrà di fronte Ben Shelton e l’altro beniamino americano, Francis Tiafoe (salito dal 10° all’8° posto nel ranking Atp), nella sfida che vale la finalissima di domenica prossima. Shelton è in vantaggio per 3-1 su Tiafoe, sebbene nei due precedenti agli US Open si siano divisi le vittorie, nel 2023 e nel 2024. Tutti gli incontri si sono svolti su campi in cemento, ad eccezione della finale di Houston del 2024, vinta da Shelton sulla terra battuta.
Tiafoe ha raggiunto tre semifinali agli US Open, tutte negli ultimi cinque anni. È il giocatore con il maggior numero di vittorie su cemento nel circuito Atp in questa stagione con 26 successi.
Two Americans. One spot in the US Open men's singles final pic.twitter.com/H27ZWtS1j4
— US Open Tennis (@usopen) September 9, 2026
