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Tennis

Tennis diviso tra eleganza Wimbledon e caos UsOpen

Il messaggio è chiaro: prima viene il gioco. New York privilegia lo spettacolo, Londra la misura

NEW YORK, NEW YORK - SEPTEMBER 08: Ben Shelton of the United States celebrates match point against Carlos Alcaraz of Spain during their Men's Singles Quarterfinal match on Day Ten of the 2026 US Open at USTA Billie Jean King National Tennis Center on September 08, 2026 in the Flushing neighborhood of the Queens borough of New York City. Patrick Smith/Getty Images/AFP (Photo by Patrick Smith / GETTY IMAGES NORTH AMERICA / Getty Images via AFP)

New York e Wimbledon rappresentano due modi opposti di vivere il tennis. A Flushing Meadows il pubblico è parte dello spettacolo: rumore, telefoni, celebrità e influencer trasformano l’Arthur Ashe in un palcoscenico. Il caso del ring light e quello della maglietta di Carlos Alcaraz, diventata virale per il dettaglio dei capezzoli in vista. Sul campo, però, Carlitos è stato eliminato da Ben Shelton dopo una maratona di quattro ore e 28 minuti. Shelton sfiderà Frances Tiafoe, protagonista a sua volta di una rimonta di quattro ore e 38 minuti contro Alex Michelsen. La sfida tra i due americani ha un significato storico: gli USA aspettano dal 2003, quando vinse Andy Roddick, un nuovo campione Slam. Wimbledon, invece, prova a difendere la tradizione: niente corsie preferenziali per influencer e accrediti legati ai follower. Il messaggio è chiaro: prima viene il gioco. New York privilegia lo spettacolo, Londra la misura. In mezzo resta il tennis, che chiede semplicemente di essere guardato, senza trasformare ogni spettatore in protagonista.

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