Terremoto I tassisti aquilani potranno lavorare a Roma

Questa volta anche i «duri e puri» romani hanno chinato il capo. In nome della solidarietà tra colleghi. Dando il «semaforo verde» all’idea del Campidoglio di autorizzare i cittadini aquilani, titolari di licenze taxi, a svolgere temporaneamente il servizio di trasporto pubblico non di linea, nel territorio del Comune di Roma. Un gesto di solidarietà concreta che la giunta Alemanno ha voluto fare - approvando il 19 maggio la delibera n. 144 - verso chi sta ancora subendo i danni, materiali e morali, del terribile sisma del 6 aprile 2009. Una volta che il Campidoglio ha preso atto della fase di immobilismo che ancora oggi colpisce, inesorabilmente, i 25 titolari di licenze di taxi del capoluogo abruzzese e incassato il sì delle associazioni rappresentative di categoria romane, nessun ostacolo è più sussistito a tendere la mano alle vetture gialle aquilane. Chi, tra i tassisti abruzzesi, ne farà espressa richiesta entro il 15 giugno 2010, potrà, dunque, svolgere, per un anno, rinnovabile alla scadenza per un’altra annualità - su autorizzazione della giunta comunale - il servizio di trasporto pubblico non di linea nel territorio capitolino. A condizione, però, che sospenda la propria attività nel comune dell’Aquila. «Nonostante gli interventi urgenti, diretti a gestire l’emergenza e le successive fasi di ricostruzione, nel capoluogo abruzzese sussiste ancora una grave situazione occupazionale - spiegano dal Campidoglio - La crisi ha reso impossibile lo svolgimento del lavoro per i tassisti. Nonostante la categoria abbia cercato di riprendere l’ordinaria attivitàcontinuano a sussistere molteplici difficoltà». Per non gettare intere famiglie sul lastrico e vista l’insistenza delle richieste dall’Abruzzo, l’esecutivo ha deciso di approntare un piano operativo. Anche se,naturalmente, il Campidoglio ha posto anche alcuni paletti a chi decide di entrare a far parte della flotta di taxi della capitale.

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