A cinque anni dal ritorno al potere dei Talebani, la fustigazione continua a essere uno degli strumenti attraverso cui il regime afghano applica la propria interpretazione della legge islamica. Un’analisi dell’Afghanistan Human Rights and Democracy Organization (AHRDO), organizzazione con sede in Canada che opera dall’esilio, documenta un forte aumento delle persone sottoposte a questa forma di punizione.
Secondo i dati rilanciati, nel 2024 erano state documentate 593 persone sottoposte a fustigazione, mentre nel 2025 il numero è salito a 1.074. Nei primi quattro mesi del 2026 l’organizzazione ha già registrato 553 casi. I dati AHRDO sono stati raccolti attraverso le comunicazioni della Corte Suprema de facto afghana e altre informazioni disponibili pubblicamente.
Il quadro più ampio elaborato dalla stessa organizzazione indica almeno 2.745 persone sottoposte a fustigazione pubblica in 634 episodi tra il 22 febbraio 2022 e il 21 aprile 2026. Tra le vittime figurano 422 donne e 1.761 uomini, mentre per 562 persone il genere non risulta indicato.
La maggior parte dei casi documentati dall’AHRDO riguarda accuse riconducibili alla sfera sessuale o alla moralità. Circa due terzi delle fustigazioni censite sono associati a presunte relazioni extraconiugali, adulterio, “corruzione morale”, fuga da casa o favoreggiamento della fuga. Tra le accuse figurano inoltre presunti rapporti tra persone dello stesso sesso.
Il peso delle accuse legate alla morale è particolarmente evidente nel caso delle donne: secondo l’analisi, 399 delle 422 donne incluse nei dati, quasi il 95%, sono state punite per accuse di natura sessuale o morale. Al contrario, reati violenti come omicidio, stupro, rapimento o lesioni rappresentano complessivamente il 4,4% degli episodi documentati.
Le punizioni non vengono necessariamente eseguite soltanto all’interno delle carceri. Nel sistema giudiziario costruito dai Talebani dopo la presa di Kabul nell’agosto 2021, le fustigazioni sono state spesso eseguite pubblicamente, anche in stadi e impianti sportivi. La fustigazione pubblica viene spesso eseguita di fronte a gruppi di spettatori, amplificando l’umiliazione, lo stigma e il danno psicologico.
Anche gli esperti delle Nazioni Unite hanno denunciato nei mesi scorsi un’impennata delle punizioni corporali sotto le autorità talebane. Secondo l’Onu, nel solo 2025 la Corte Suprema de facto ha annunciato la fustigazione pubblica di almeno 1.110 persone: 940 uomini e 170 donne. Il dato è quasi il doppio rispetto alle almeno 567 persone registrate nel 2024.
Le differenze tra i numeri dell’AHRDO e quelli delle Nazioni Unite dipendono dalle diverse metodologie di raccolta e verifica. Il dato AHRDO riguarda i casi documentati dall’organizzazione attraverso fonti pubbliche; quello dell’Onu, deriva invece dalle comunicazioni della Corte Suprema. Entrambi, tuttavia, indicano la stessa orribile tendenza: un aumento significativo del ricorso alla punizione corporale. L’Onu sottolinea, inoltre, che i registri ufficiali non indicano sistematicamente l’età delle persone punite e che sono stati documentati anche casi riguardanti minori.
