londra Sono stati tutti rilasciati su cauzione i cinque uomini arrestati ieri nel Gloucestershire, nei pressi della base aerea di Fairford, e sospettati di stare preparando un attacco terroristico. L’ha annunciato ieri la polizia britannica aggiungendo che le indagini non sono affatto chiuse e che si sta ancora indagando se i soggetti stessero agendo per conto di uno Stato estero. Gli uomini, che erano stati fotografati ammanettati, seduti a terra a torso nudo, sono tutti cittadini britannici, tre di 23 anni, uno di 24 e l’ultimo di 25. Tre risiedono nel distretto di Westminster, uno a Camden e un altro a Willesden. «Saranno tutti soggetti a condizioni molto severe - ha dichiarato ieri il capo della polizia antiterrorismo Lawrence Taylor - per quanto riguarda i loro movimenti e i loro contatti. Tutti loro rimangono sotto inchiesta e al momento ci stiamo muovendo su diverse linee d’indagine, nessuna ipotesi esclusa». I media hanno fatto capire in questi due giorni che una delle ipotesi più accreditate fosse un attacco commissionato dall’Iran. Da questa base RAF infatti, sono partiti spesso aerei americani coinvolti nel conflitto iraniano e nel luglio scorso il Corpo della Guardia Rivoluzionaria Islamica aveva aveva avvertito il governo inglese che «qualsiasi base utilizzata per aggressioni nei confronti del territorio iraniano costituirà un obiettivo legittimo per le nostre forze armate». Ieri, in una nota diffusa sui social, l’ambasciata iraniana nel Regno Unito ha però seccamente smentito ogni coinvolgimento nell’incidente di Fairford. «L’ambasciata smentisce categoricamente e condanna fortemente le speculazioni infondate e maliziose di alcuni individui e media che stanno tentando di collegare l’Iran all’arresto dei cinque uomini fermati vicino alla base della RAF - si legge nel comunicato -. La diffusione di simili speculazioni, in particolare all’indomani del criminale atto di aggressione commesso dagli Stati Uniti e dal regime israeliano contro il popolo iraniano, non ha altro motivo che fomentare la propaganda contro l’Iran nel Regno Unito. Ci riserviamo il diritto di prevedere appropriate misure legali - conclude la nota - per salvaguardare i diritti e gli interessi del nostro Paese e della nostra gente in risposta alla narrativa dannosa e fuorviante dei media».
Le 85 famiglie residenti evacuate domenica per precauzione dovrebbero poter tornare a casa nei prossimi giorni, ha fatto sapere ieri il ministro degli Interni Shabana Mahmood che ha comunque invitato tutti a rimanere vigili e attenti a ogni dettaglio fuori dall’ordinario. E ieri ha fatto alcune dichiarazioni anche la contadina che ha dato l’allarme alle prime ore del mattino di domenica. La signora ha raccontato non solo di aver visto i tre veicoli sospetti, ma anche un gruppo di otto-dieci uomini in felpa e cappuccio neri che appena l’hanno vista si sono dileguati. La donna ha aggiunto che sicuramente non si trattava di gente del posto «non tanto per la loro condotta, ma per il fatto che avevano il viso coperto». Per quanto riguarda i tre veicoli guidati dagli uomini, la polizia ha dichiarato che sono stati e continuano ad essere oggetto di dettagliati controlli, ma non ha detto se al loro interno siano stati trovati degli esplosivi o armi. Ieri pomeriggio il Premier Burnham ha indetto una riunione del Cobra per avere un quadro più completo della situazione, ma vista la decisione di rilasciare su cauzione i cinque arrestati, l’incidente sembra ridimensionarsi. Rimangono ancora da capire molti aspetti della vicenda tra cui le diverse versioni fornite da parte statunitense e britannica. Il Presidente Trump aveva accennato a un’indagine coordinata tra i servizi dei due Paesi, ma la polizia britannica non sembrava essere al corrente di alcun piano terroristico.
