Un aereo israeliano ripreso sulla pista di Milano Malpensa, un discorso che richiama la violenza e una data che difficilmente può passare inosservata: il 7 ottobre, anniversario del massacro compiuto da Hamas in Israele nel 2023. È il contenuto di un video pubblicato sui social da un pilota egiziano de Il Cairo, Osama Mansour. Un filmato rilanciato dal Corriere della Sera e finito al centro delle attenzioni degli apparati della nostra intelligence e delle forze di Polizia che dubitano che possa essere stato realizzato in loco dallo stesso pilota. Secondo le prime informazioni, infatti, lui non era in aeroporto quel giorno. E, secondo chi sta conducendo gli accertamenti, ciò è avvalorato da due elementi: i due aerei presenti nel video non sarebbero mai stati contemporaneamente in Italia dal primo gennaio 2025, mentre il pilota non è mai transitato a Malpensa da inizio 2026. Per questo gli esperti dell’antiterrorismo è al lavoro per comprendere le dinamiche che hanno portato un pilota di una compagnia privata a pubblicare quella che sembra a tutti gli effetti come una minaccia. Ed è oggetto di approfondimento anche la natura del video: ci si chiede se sia stato realizzato dall’intelligenza artificiale, se fosse un video del passato, o se lo abbia trovato in rete. Sono infatti in corso ulteriori accertamenti circa il passato del pilota, anche tramite l’analisi dei suoi profili social su Il Giornale può far luce: un video del 7 ottobre 2024 postato da lui e raffigurante i deltaplani che Hamas ha utilizzato per entrare nei kibbutz il giorno del massacro. In un’altra foto, invece, imbraccia un fucile da caccia e fa il gesto dello sparo. Il video che ha lanciato l’allarme, pubblicato su Instagram il 7 ottobre e su Facebook il giorno successivo, mostra la coda di un Boeing 737 della compagnia israeliana El Al accanto a un velivolo EgyptAir.
A rendere delicata la sequenza è la colonna sonora scelta: un passaggio di un discorso dell’ex presidente egiziano Anwar Sadat in cui dice «Occhio per occhio, dente per dente e violenza per violenza». Parole che, associate alle immagini di un aereo israeliano e alla data della pubblicazione, hanno alimentato interrogativi sulla natura del messaggio. Il precedente che rende ancora più sensibile la vicenda è quello del volo Flydubai del 30 settembre. In quel caso un attentatore aveva progettato di far precipitare un aereo su Tel Aviv, dopo aver pubblicato filmati di velivoli delle compagnie israeliane El Al e Arkia. Una somiglianza nelle immagini che contribuisce a spiegare l’allarme.
Secondo quanto si apprende, gli approfondimenti italiani sarebbero orientati a confermare il significato del video e a chiarire perché il pilota di una compagnia privata abbia scelto quelle immagini, accompagnandole con un riferimento esplicito alla violenza e pubblicandole in una ricorrenza tanto significativa. EgyptAir ha dichiarato che, da una prima verifica, l’uomo non risulterebbe tra i propri piloti e questo viene confermato a Il Giornale da una fonte investigativa. Il pilota però al Corriere respinge ogni interpretazione minacciosa. Sostiene che il video rappresenti una manifestazione di orgoglio nazionale per EgyptAir e nega qualsiasi collegamento con Flydubai. Ma il punto sul quale si concentrano gli interrogativi non è solo la presenza di un aereo israeliano nelle immagini.
È l’accostamento tra il velivolo, le parole di Sadat e il giorno scelto.
