Il tocco del Cav al re? Gli spagnoli confermano: si è trattato solo di un gesto di pura cortesia

Smentita la versione della stampa italiana che aveva denunciato a tutta pagina il gesto come un atto di vilipendio alla corona iberica. E pensare che in Italia è bastato che il premier appoggiasse la mano sul braccio del sovrano per sollevare un vespaio

A questo punto qualcuno dovrà pur prendersi la briga di andare a Madrid e spiegare al re di Spagna Juan Carlos de Borbón y Borbón-Dos Sicilias che lui, l’altroieri, in realtà è stato oltraggiato. Perché sembra proprio che il monarca non abbia capito appieno la gravità di quanto successo giovedì su quel maledetto palco delle autorità durante la parata militare. E dire comunque che sia il Corriere della Sera sia Repubblica ci si erano messi d’impegno nel denunciare a tutta pagina il vilipendio alla corona spagnola, quel tocco del braccio regale da parte del premier italiano Berlusconi. Altro che incontro «ido muy bién» (andato molto bene)! Possibile che anche i rigorosissimi funzionari della casa reale siano stati abbagliati dal sole di Roma? Oppure è solo un esempio dello squisito savoir-faire dei sangueblù? Mistero.

Fatto sta che un suddito spagnolo ieri, aprendo i giornali, non aveva modo di rendersi conto pienamente del fattaccio. Anzi. A leggere la stampa iberica uno si faceva più che altro l’idea - del resto fondatissima - dei rapporti molto tesi tra il Cavaliere e parte della stampa italiana. Perché più che dare la notizia del «tocco» (anzi, della «strizzata», come amplifica il giornale debenedettiano) i quotidiani spagnoli hanno sottolineato l’ampio spazio dato dai due maggiori fogli italiani all’accaduto. Come dire: non è la notizia in sé, ma lo spazio dato alla notizia. Metagiornalismo.

Comunque sia, i giornali iberici hanno fatto quello che sarebbe normale fare sempre: le domande. E interrogando sull’episodio i portavoce reali hanno scoperto che il re è stato sì avvicinato (con tanto di orrida «toccata») dal premier, ma su diretto invito del capo dello Stato Giorgio Napolitano. Un’ambasciata particolarissima, visti i personaggi coinvolti, per spiegare a sua maestà che non era necessario che si alzasse in piedi a ogni passaggio delle bandiere italiane portate in parata dai reparti delle nostre forze armate. E perché tanta premura «muy afectuosa» verso il sovrano? Semplicemente perché sia Napolitano che Berlusconi sapevano che il monarca soffriva di disturbi al ginocchio destro, e che l’indomani (cioè ieri) sarebbe stato operato a Madrid (per inciso, l’intervento si è concluso perfettamente).

Che poi Juan Carlos, peraltro capo supremo delle forze armate spagnole, si sia ben guardato dal non rispettare il protocollo militare e si sia stoicamente alzato a ogni passaggio dei tricolori, è stato riportato, forse con una punta di orgoglio, da gran parte dei giornali spagnoli. Gli stessi che hanno sottolineato - incluso El Paìs, giornale non certo tenero in passato con Berlusconi, tra i primi a pubblicare le foto rubate di Villa Certosa - che in effetti, all’inizio della cerimonia, diversi capi delegazione e autorità hanno salutato Juan Carlos con abbracci e - orrore! - baci.