Guai a incasellarli nel genere cyberpunk o pulp: William Gibson e Joe Richard Lansdale non vogliono sentire parlare di etichette. E dimostreranno la varietà e indefinibilità del loro stile questa sera, sul palco della Basilica di Massenzio, allappuntamento con il Festival internazionale Letterature. Presenteranno due racconti inediti sul tema parola/silenzio. Inizierà Gibson, originario del Sud Carolina e autore di successi come Neuromante (1984), con un testo pensato per Letterature e intitolato Il flusso del silenzio, linsistenza delloblio, mentre il texano Lansdale, dalla cui vasta bibliografia si può citare il best seller In fondo alla palude (2002), leggerà Le ombre, amici e parenti. «Ricordo che quando ero giovane i miei amici scrittori avevano coniato la definizione di splatterpunk per il nostro tipo di scrittura - racconta Lansdale -. Non è egocentrismo, ma vorrei essere semplicemente un lansdaliano: ciascuno è il suo genere». Le definizioni, però, inevitabilmente fanno capolino e sono gli stessi scrittori a riferirsi alla letteratura fantascientifica, horror, fantasy e a modelli quali Philip K. Dick, Thomas Pynchon, Philip José Farmer , Flannery O Connor. È significativo, inoltre, il loro rapporto con il cinema. «I miei film preferiti sono quelli in cui non cè il mio nome nei titoli di coda - osserva Gibson, dai cui libri sono stati tratti Johnny Mnemonic e Hotel New Rose - nel senso che si ispirano alle mie opere ma in via non ufficiale». «Mi sono nutrito fin da ragazzo di film dellorrore a basso costo - così Lansdale - ma oggi è difficile trovare un buon trash». Il nuovo romanzo di Lansdale, La morte ci sfida (in libreria da domani) è un tributo proprio alle pellicole horror low cost. «La fantascienza non parla del futuro - precisa Gibson - ma del momento in cui è scritta».
Lincontro con gli autori sarà introdotto dalla proiezione di scene del film Matrix, dalle musiche di Maurizio Martusciello e dalle letture di Claudio Santamaria. Basilica di Massenzio, via dei Fori Imperiali, ore 21. Info: 060608.Per tre giorni larte diventa «vitamina» di chi fa shopping
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