Gian Maria De Francesco
da Roma
«Come imprenditore ho ritenuto che la vicenda stesse prendendo una piega di carattere personale e ho preferito rassegnare le dimissioni».
Lex presidente di Telecom Italia, Marco Tronchetti Provera, ieri ha spiegato con queste parole al consiglio direttivo di Confindustria (della quale è vicepresidente) il suo passo indietro nel gruppo telefonico. Il numero uno di Pirelli & C. ha ribadito ai suoi colleghi di viale dellAstronomia la necessità che le imprese restino entità autonome rispetto alla politica, ma soprattutto ha ripetuto loro quanto riportato dai verbali del cda di Telecom del 15 settembre scorso che il Giornale di martedì scorso ha anticipato. Il presidente del Consiglio, Romano Prodi, era a conoscenza dei progetti di riassetto del gruppo (in particolare quelli riguardanti Tim). Una ulteriore conferma del fatto che il premier era consapevole della vera natura delloperazione pur avendo dichiarato ufficialmente di esserne alloscuro.
Tronchetti Provera ha esposto una descrizione sommaria, ma precisa dellaccaduto. Una descrizione che non ha lasciato indifferente la platea del direttivo anche se non si trattava di un argomento di dibattito. Tronchetti ha infatti lasciato la sala tra gli applausi degli industriali. La riunione, focalizzata sui problemi legati alla Finanziaria, volgeva ormai al termine.
La solidarietà nei confronti dellex leader di Telecom, in particolare quella del presidente di Confindustria Luca Cordero di Montezemolo, non è casuale e si fonda proprio sulla concomitanza di due fenomeni sgraditi alle aziende italiane: la probabile stangata fiscale sulle imprese e le velleità di Palazzo Chigi di creare una nuova Iri sotto mentite spoglie. E le parole di Montezemolo alluscita dalla riunione sono state eloquenti. «Tronchetti che è un componente importante di Confindustria e del direttivo è venuto a informare un po di quello che stava succedendo dopo le prese di posizione che sia io che Pininfarina (vicepresidente di Confindustria, ndr) abbiamo avuto sul rapporto tra politica ed economia», ha detto. «È stato di una straordinaria chiarezza e limpidezza», ha dichiarato lex presidente Giorgio Fossa. «È stato molto corretto che abbia esposto la sua posizione senza dare giudizi di nessun tipo», ha sottolineato lex vicepresidente Guidalberto Guidi.
Il pieno appoggio di viale dellAstronomia a uno dei principali imprenditori italiani, testimoniato dalla dura presa di posizione di venerdì scorso (il presidente Fiat aveva definito un«invadenza desolante» lintervento del premier nella vicenda), è il segnale che a Prodi e a Padoa-Schioppa sconti non se ne faranno più. Montezemolo, il vertice e pure la base di Confindustria sono più che mai uniti contro i tentativi di Palazzo Chigi di mettere la mano nelle tasche delle imprese. Certo, ieri il leader degli industriali ha invitato i suoi alla calma in attesa di analizzare la Finanziaria punto per punto, ma le premesse non sono incoraggianti: aumento delle aliquote, abolizione della delega ambientale e anticipo della riforma del Tfr con versamento del 65% allInps («un esproprio ai proletari» lo definisce un importante industriale») hanno esasperato gli animi. Se Prodi non farà lennesima marcia indietro, caso Telecom compreso, il direttivo di settimana prossima potrebbe decidere di «andare ai materassi» con Palazzo Chigi.
Nel corso della giornata confindustriale ha trovato spazio anche un siparietto tra Tronchetti Provera e linviato di Striscia la notizia Valerio Staffelli. Al presidente di Pirelli è toccato un bel tapiro doro. Un dono non rifiutato. «Io sto difendendo unazienda che è parte lesa, sia Pirelli che Telecom come figura dallordinanza. È un premio che terrò caro, un riconoscimento per il lavoro che ho fatto in modo che Telecom sia sopravvissuta a tutto questo e sia più forte di prima».