Se non l'avete vista andate a recuperarvi la prima puntata su Raiplay e non perdetevi le prossime tre in onda al martedì sera su Raitre. Che ci faccio qui è un appuntamento di quelli indispensabili, che segnano il vero motivo della televisione pubblica, nonostante tutte le bufere. Domenico Iannacone ci ha abituati da anni a una sensibilità e profondità che pochi hanno, sia in televisione sia fuori. Sa entrare nelle vite delle persone con estrema cautela, dando voce a chi affronta situazioni estreme o particolarmente complesse. Lo si è visto nella prima tappa del suo nuovo viaggio intitolata Quel che resta dei giorni in cui ha condotto gli spettatori all'interno dell'Hospice Madre Teresa di Calcutta di Larino, in provincia di Campobasso, dove la medicina non può più guarire, ma accompagna le persone nell'ultima fase della vita. Iannacone ci ha fatto conoscere il dottor Mariano Flocco che, insieme ai suoi collaboratori, con la terapia del dolore, ma soprattutto con dedizione e affetto segue 600 malati terminali all'anno.
Insomma, il giornalista riesce a entrare negli aspetti più profondi e fragili dell'esistenza, i misteri della mente, della vita e della morte, il senso autentico del vivere, senza ideologie, pregiudizi o moralismi. Ed è per questo che val la pena sintonizzarsi sul suo programma al martedì.