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Katia Ricciarelli, il dolore mai superato: "Con Pippo Baudo volevamo un figlio, ma il destino ci ha fermati"

La soprano si racconta a Monica Setta e rivela i tentativi di diventare madre con l’ex marito. Poi la confessione sulla crisi del matrimonio: "Ci ha divisi la mancanza di dialogo"

Katia Ricciarelli, il dolore mai superato: "Con Pippo Baudo volevamo un figlio, ma il destino ci ha fermati"
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A quasi un anno dalla scomparsa di Pippo Baudo, Katia Ricciarelli torna a parlare dell’uomo che ha segnato una parte fondamentale della sua vita. Ospite di Monica Setta nel programma "Storie di donne al bivio" su Rai2, la soprano ha ripercorso la lunga storia d’amore con il celebre conduttore, tra ricordi, rimpianti e una ferita che non si è mai rimarginata: quella della maternità mancata.

"Pippo è ancora e sempre sarà mio marito nel mio cuore", ha confidato Ricciarelli durante l’intervista, spiegando come il legame con Baudo sia rimasto vivo nonostante la fine del matrimonio. Una storia importante, durata diciotto anni, che però non è riuscita a resistere al tempo e alle incomprensioni.

Il desiderio di un figlio e la fine del matrimonio

Tra i passaggi più toccanti del colloquio c’è il racconto dei tentativi fatti dalla coppia per avere un figlio. Dopo una gravidanza interrotta agli inizi della loro relazione, i due provarono nuovamente a realizzare quel desiderio ricorrendo anche alla procreazione assistita.

"Abbiamo provato prima a Bologna e poi in Inghilterra, da un grande medico che si occupava di queste cose", ha raccontato la cantante. Un episodio, in particolare, è rimasto impresso nella sua memoria. "Era molto anziano e mi disse: 'Questa sarà probabilmente la mia ultima impresa, ma sono un suo grande ammiratore e questa situazione gliela voglio risolvere. Vorrei che lei restasse incinta'". Ma il destino aveva in serbo un’altra strada. "Quattro giorni dopo è morto. A quel punto ho detto al Padre Eterno: lasciamo perdere".

Un dolore profondo che, però, non sarebbe stato la causa della separazione da Baudo. Alla domanda di Monica Setta se l’assenza di un figlio avesse contribuito alla crisi della coppia, la risposta è stata categorica: "No, assolutamente no".

Secondo Ricciarelli, il vero motivo della rottura è stato un altro. "La mancanza di dialogo. Questa è stata la cosa fondamentale", ha spiegato. "Se un matrimonio non è tenuto vivo dal dialogo con la persona con la quale condividi tutto, non regge. Prima o poi casca".

Parole che descrivono una crisi maturata lentamente, senza tradimenti o colpi di scena. "Non credo sia stata una decisione di uno solo. È stata una conseguenza che ha coinvolto entrambi", ha aggiunto la soprano, ricordando come avrebbe voluto continuare a condividere la vita con Baudo anche in una forma diversa da quella strettamente coniugale.

"Io sarei andata avanti con lui anche come compagna, come amica. Mi sarebbe piaciuto vivere così con lui", ha confessato, tratteggiando l’idea di un rapporto fondato sulla complicità e sul sostegno reciproco più che sulla passione.

La passione con José Carreras

Un racconto sincero e carico di emozione, che restituisce l’immagine di un amore importante, finito ma mai davvero cancellato, e di un desiderio di maternità rimasto per sempre nel cassetto. Nel corso dell’intervista, però, Ricciarelli ha aperto anche un altro capitolo importante della sua vita sentimentale: quello vissuto accanto al tenore José Carreras. Una relazione durata dal 1972 al 1984 e ricordata ancora oggi come una delle storie d’amore più intense del mondo della lirica.

La soprano non ha risparmiato dettagli sulla passione che li univa. "Quando ci vedevamo in albergo le nostre valigie restavano puntualmente all’ingresso perché, appena entrati in camera, finivamo a letto a fare l’amore", ha raccontato con la consueta schiettezza. Un amore travolgente, vissuto tra tournée internazionali, successi artistici e una forte attrazione reciproca che per anni li ha resi una delle coppie più celebri del panorama musicale.

Due amori molto diversi, quelli di Carreras e Baudo, ma entrambi rimasti impressi nella memoria della cantante.

Da una parte la passione incontenibile della giovinezza, dall’altra il progetto di una vita condivisa e di una famiglia che non è mai riuscita a realizzarsi. Due storie che, ancora oggi, Katia Ricciarelli continua a custodire come parte fondamentale del proprio percorso umano e sentimentale.

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