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Morto a 100 anni Peppino Mazzullo, la voce storica di “Topo Gigio”

Solo qualche mese fa, il 6 giugno, Peppino Mazzullo aveva festeggiato il centesimo compleanno nella sua Santo Stefano di Briga

Peppino Mazzullo con Topo Gigio nel 1961. ANSA/WIKIPEDIA +++ ATTENZIONE LA FOTO NON PUO' ESSERE PUBBLICATA O RIPRODOTTA SENZA L'AUTORIZZAZIONE DELLA FONTE DI ORIGINE CUI SI RINVIA+++ NPK +++

Se ne è andato in punta di piedi così come aveva sempre vissuto nonostante, a partire dall’inizio degli anni Sessanta, fosse diventato famoso sotto una duplice veste: in Italia allo Zecchino d’Oro, indossando i panni di Richetto, lo scolaro discolo perennemente bocciato; nel mondo dando la voce al pupazzo che ha caratterizzato l’infanzia di tanti, oggi, uomini e donne: Topo Gigio.

Solo qualche mese fa, il 6 giugno, Peppino Mazzullo aveva festeggiato il centesimo compleanno nella sua Santo Stefano di Briga, un tempo comune autonomo, oggi quartiere della zona Sud di Messina, dove era tornato a vivere con la moglie Annamaria, dal 2004, dopo essersi ritirato dalle scene. E dove tutto era iniziato: prima alle elementari, quando Mazzullo si appassiona al teatro partecipando a piccole recite scolastiche; poi frequentando il locale Auditorium «San Gaetano», sotto la guida del concittadino poeta, saggista e scrittore Placido Andriolo. Alla fine degli anni Cinquanta, la svolta. Peppino Mazzullo è in Rai e sta prestando la voce a Messer Coniglio, simpatico animaletto protagonista di fiabe e racconti sonori quando, attraverso la regista Lyda Ripandelli, conosce Maria Perego, la «mamma» di Topo Gigio. Era il 1961.

Quando Mazzullo vede il pupazzo, la mente torna alla sua infanzia: «Quando avevo 2-3 anni, una notte, mi sono svegliato di soprassalto. Ai piedi del letto c’era un pupazzetto che si muoveva. Terrorizzato, tento di chiamare mia mamma, ma la voce non esce. Mi ritorna solo quando la figura si dilegua». A calmarlo ci pensa la madre: «Peppino, era un fuddittu: vedrai che ti porterà fortuna». Topo Gigio gli ricordava quell’episodio. Dal 1961 al 2006, 45 anni ininterrotti di successi, non solo in Italia (negli Stati Uniti ha partecipato a oltre novanta programmi, su tutti l’Ed Sullivan Show) di «ma cosa mi dici mai?» (la frase cult di Topo Gigio) e collaborazioni con personaggi come Claudio Villa, Pippo Baudo, Corrado. Senza tralasciare l’indimenticabile Raffaella Carrà, con cui Peppino Mazzullo-Topo Gigio interpretò negli anni Settanta il famoso brano scritto da Gianni Boncompagni e Franco Bracardi Strapazzami di coccole.

Lo scorso 6 giugno i concittadini di Santo Stefano di Briga gli hanno organizzato una grande festa in occasione dei suoi 100 anni, alla presenza dell’attuale voce di Topo Gigio, l’attore Leo Valli e del cantautore Franco Fasano. Ieri la notizia della morte. E pensare che non avrebbe dovuto fare l’attore. Ancora giovane, lavorava come tornitore in un importante cantiere navale di Messina. Ad un certo punto si è trovato di fronte ad un bivio: o diventare capo officina o partire per Roma per frequentare l’Accademia di Arte Drammatica. E Peppino Mazzullo ha imboccato la strada giusta.

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