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Ranucci cavalca lo sciopero dei suoi. Scoppia il caso Fagnani

La narrazione di sinistra: “Editto Meloni”. E Sigfrido attacca gli inviati di Monteleone

La conduttrice della trasmissione televisiva RAI, Belve, Francesca Fagnani, in occasione della puntata con l'attrice e modella danese Brigitte Nielsen. Roma 8 aprile 2026.ANSA/ALESSANDRO DI MEO

Sigfrido Ranucci è in versione «capopopolo». Mentre si divincola tra ringraziamenti ai suoi epigoni e tour teatrali, ora non esclude nemmeno la discesa in politica. Come riporta Repubblica, infatti, ha chiarito che «continuerò la mia battaglia» e, a chi gli chiede se intenda farlo scendendo in politica, risponde: «Non voglio escludere nulla». Anche se non si è capito ancora con quale partito, visto che Conte in serata ha smentito di averlo mai preso in considerazione. Anche perché Ranucci continua a non chiarire la natura del rapporto che ha con il faccendiere: ieri sera, intervistato da Enrico Lipino di Filorosso su Rai3, ha continuato a non rispondere alle domande del giornalista che chiedeva quantomeno una presa di distanza da Lavitola (mandane reo confesso). Ma a ogni richiesta di chiarimenti offendeva: «Ma perché non vai a chiedere a Monteleone perché è stato condannato per diffamazione?». Mai però una sola parola su chi però ha dato il mandato di piazzare la bomba sotto casa sua. Continua però la narrazione secondo cui sarebbe vittima dei mostri che abitano la Rai, anche se non si è mai visto un censurato a cui la propria azienda abbia proposto tre ruoli di primo piano. Lui però non ci sta, perché senza il proprio volto osannato dal popolo in diretta nazionale non può andare avanti. E, quindi, cavalca anche la presa di posizione dei suoi giornalisti interni, che hanno lanciato un duro comunicato in cui evocano lo sciopero e minacciano le dimissioni in blocco qualora la Rai non cambi idea sui due nuovi volti di Report, Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi. Sembra che siano diversi i tentativi che sta mettendo in campo per intestarsi una battaglia che, però, la redazione non sta facendo per lui. Loro non chiedono il ritorno di Ranucci, ma vorrebbero dire la propria in quello che sarà il futuro del programma. È forte, infatti, il malcontento nella redazione soprattutto per l’atteggiamento di Sigfrido che fa pensare al pubblico che la battaglia del gruppo sia in suo nome. Ed è anche per separare le questioni, così come per provare a giungere a una soluzione consensuale, che oggi si apriranno i dialoghi tra il direttore dell’approfondimento Rai, Paolo Corsini, e gli inviati. Corsini che sembra poi intenzionato a estendere le riunioni, incontrando uno a uno tutti i componenti della redazione. In quel di Viale Mazzini, intanto, si fa largo il caso di Francesca Fagnani che nel giugno scorso avrebbe formalizzato ai vertici Rai l’intenzione di risolvere il contratto di esclusiva che la lega all’azienda fino alla primavera 2027. La lettera, che ha agitato i piani alti dell’azienda, è una questione di due mesi prima, che non ha nulla a che vedere con i recenti sviluppi e che è stata fatta filtrare (tardivamente) da terzi e non dalla conduttrice, per rafforzare la teoria del malcontento in azienda. Ma la sinistra sta assimilando due casi opposti per dinamiche e conseguenze, pur di gridare all’«editto Meloni» (come lo chiama MicroMega).

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