Sembra che la parentesi Rai sia giunta al termine e che oggi venga annunciato il nuovo riassetto di Report senza più Sigfrido Ranucci al timone. Verranno resi noti i nomi dei suoi sostituti (si va verso una co-conduzione) e al contempo verrà recapitata a Ranucci la lettera di saluti con allegate le tre proposte per l’ultimo anno che gli resta in Rai (sarebbero due da contratto, ma uno verrebbe coperto dalle ferie arretrate). Sul piatto ci sarebbero RaiNews, il Tg3 e una terza proposta con un ruolo giornalistico.In nessuno dei casi potrebbe però ricoprire il ruolo di conduttore, mentre è stata scartata l’opzione inizialmente paventata della scuola di giornalismo. La redazione, nel mentre, fa sapere con un comunicato di non gradire affatto l’ipotesi di un Papa straniero all’interno della «fortezza» Report, il cui forte imprinting di Ranucci e alcune anomalie (in corso di approfondimenti) non si placherebbero con l’addio dello storico conduttore. Il tema, quindi, non ruota attorno solo a Sigfrido. I suoi hanno da tempo metabolizzato che se ne andrà, ma alcuni di loro si stanno si preparando a marcare il territorio per i nuovi arrivi. Che, secondo quanto risulta a Il Giornale, saranno solo interni alla Rai e a Report. La vicinanza tra Ranucci e Lavitola, mandante reo confesso dell’attentato, resta comunque un tema su cui sia andrà a fondo, con la possibile richiesta di un audit per comprendere quanto profonda sia stata la penetrazione del faccendiere all’interno dell’azienda e in particolare di Report, cercando di escludere che ci siano state puntate concordate. Ma, nonostante tutto, Ranucci farnetica circa «una decisione che ha una chiara matrice politica, ma io resisto fino all’ultimo». E torna ad attaccare Salvini, Fratelli d’Italia e il gruppo Angelucci.

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