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“Venduto”, insulti e battutacce: alta tensione in Rai tra Sottile e gli uomini di Report

Lo scontro a via Teulada prima della conferenza stampa di Ore 14. Sottile nega provocazioni e annuncia verifiche dell’azienda. Ranucci: “Si sente protetto dal potere”

Salvo Sottile (C) con il direttore Approfondimento Rai, Paolo Corsini (D), durante la presentazione delle trasmissioni televisive Ore 14 e Ore 14 sera in onda su Rai Due, Roma, 3 settembre 2026. ANSA/RICCARDO ANTIMIANI

Dalle polemiche sui social allo scontro faccia a faccia. La tensione attorno a Report è arrivata anche nel cortile della Rai di via Teulada, dove questa mattina si è verificato un acceso confronto tra Salvo Sottile e alcuni storici inviati della trasmissione di Rai 3.

Secondo quanto riportato da Fanpage e confermato dall’Adnkronos, nello spiazzo della sede romana erano presenti, tra gli altri, Bernardo Iovene e Luca Bertazzoni. Prossimo alla partenza della nuova stagione di Ore 14, Sottile stava entrando negli uffici per partecipare alla conferenza stampa del programma quando avrebbe incrociato il gruppo. Il saluto iniziale – “e allora come va?” – avrebbe rapidamente lasciato spazio a un confronto dai toni molto più accesi, con insulti e accuse. Nel cortile sarebbero volate espressioni come “pezzo di m…”, “vai a fare in…” e “venduto”.

A confermare che qualcosa sia effettivamente accaduto è stato poco dopo lo stesso Sottile. A margine della presentazione di Ore 14, il giornalista ha ricostruito la propria versione: ‘’Mentre ero in procinto di entrare alla conferenza stampa di Ore 14, c’è stato un incontro con alcuni inviati della trasmissione Report, e sono volate battute e battutacce. Sono cose che possono succedere negli ambienti di lavoro, tutti facciamo parte della direzione Approfondimento Rai e probabilmente c’è del nervosismo, ma sono cose che ovviamente non dovrebbero succedere’’.

Secondo il conduttore, all’origine del confronto non ci sarebbe stata alcuna provocazione. ‘’Non c’è stata da parte mia alcuna provocazione, ho solo salutato, chiedere come sta qualcuno è una provocazione?’’, ha spiegato. E ancora: ‘’Io non ho fatto nulla, sono tranquillissimo, sono entrato in una conferenza stampa e quello che è successo è successo perché io ho salutato una persona che conosco’’.

Il punto, inevitabilmente, è il clima che da settimane accompagna il caso Report. Sottile è intervenuto più volte pubblicamente sulle vicende che hanno coinvolto Sigfrido Ranucci e la trasmissione, una circostanza contestata anche dal consigliere Rai Roberto Natale, che nei giorni scorsi aveva parlato di un “pestaggio mediatico” e di decine di post pubblicati dal conduttore. Sottile respinge però questa lettura: ‘’Natale è stato male informato. Io non ho fatto dei post contro qualcuno. Io do conto di quello che succede in Italia, sui fatti più importanti. Ho postato dei pezzi di colleghi, se questo è stato visto come un attacco o una mancanza di rispetto mi dispiace ma non è così’’.

Le sue posizioni su Ranucci erano state espresse apertamente anche in un’intervista rilasciata a Il Giornale. In quell’occasione Sottile aveva distinto il futuro della trasmissione dalla posizione del suo allora conduttore, affermando: “Io sono garantista con Ranucci, però mi batto perché Report continui a esistere con altri conduttori”. E aveva ribadito il concetto sostenendo che Report fosse un “patrimonio del servizio pubblico”.

Alla fine di luglio Sottile aveva dedicato una lunga riflessione alla trasmissione partendo da un’inchiesta che anni prima aveva coinvolto suo padre, il giornalista Giuseppe Sottile. Sottile aveva contestato quello che considera un diverso metro di giudizio nell’uso delle frequentazioni e dei rapporti personali come elemento giornalistico, sostenendo che lo stesso criterio dovrebbe valere indipendentemente dalla persona coinvolta.

Nelle ultime settimane si era aggiunto anche il caso dei compensi degli inviati di Report. Dopo la pubblicazione da parte de. Tempo di cifre attribuite ad alcuni componenti della trasmissione – cifre contestate dagli interessati – Sottile era intervenuto sui social. “I colleghi di Report oggi si indignano per la pubblicazione dei loro compensi. Hanno ragione”, aveva scritto, ricordando però che anni prima anche il suo compenso Rai era finito sui giornali senza che, a suo dire, arrivassero analoghe prese di posizione della categoria. Il giornalista aveva sintetizzato così la propria posizione: “Report può indagare tutti, ma guai a toccare Report”.

Un accumulo di polemiche che fa da sfondo all’episodio di via Teulada. ‘’Sono volati insulti, credo che insultare un collega sia sempre una cosa spiacevole, anche se capisco che in un ambiente di lavoro possa succedere’’. Adesso, ha aggiunto, ‘’ci sarà la verifica da parte della Rai’’.

Di tutt’altro tenore la risposta di Bernardo Iovene. Contattato telefonicamente dall’Adnkronos, lo storico inviato di Report ha preferito non alimentare ulteriormente lo scontro e ha liquidato l’episodio con poche parole: ‘’Un saluto tra vecchi amici’’. Non è mancato l’intervento di Ranucci, che su Facebook ha rilanciato: La mia squadra è sempre la mia squadra. Spalle d’acciaio e schiena dritta che non si piega neppure di fronte all”arroganza e le miserie di chi si sente protetto dal potere. E per proteggersi meglio ha pure bloccato i commenti sotto i suoi post".

Resta dunque il faccia a faccia nel cortile di via Teulada, destinato ora a finire anche all’attenzione dell’azienda. L’ennesimo capitolo di settimane particolarmente agitate attorno a Report, questa volta però consumato non attraverso comunicati, interviste o post sui social, ma direttamente dentro le mura della Rai.

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