United ko: Mancini padrone di Manchester

LondraChe Manchester abbia trovato un nuovo padrone? Se lo sono chiesti in tanti, ieri sera, uscendo dal City of Manchester, lo stadio del Manchester City, la nuova casa di Mancini, dopo l’andata della semifinale di Coppa di Lega tra il City e lo United, le due sqaudre di Manchester. D’altronde non poteva essere un matrimonio completo - quello tra il «Mancio» e l’Inghilterra - senza le tensioni e le emozioni di un derby. Esame superato? Per il momento, risposta affermativa. Mancano ancora novanta minuti, il ritorno all’Old Trafford sarà tutt’altro che una passeggiata, ma è ormai evidente la mano di Mancini su un City completamente trasformato in poco meno di un mese. Sotto di un gol dopo solo 17 minuti per un tocco sotto porta di Giggs, i Citizens hanno ribaltato il risultato grazie alla doppietta di Carlitos Tevez (2-1 il finale), ex di turno, un rigore e un colpo di testa, esultanze sfrenate davanti a ex compagni e ex tifosi, alla faccia del politicamente corretto. E adesso è la metà biancazzurra di Manchester che sogna. «È una rivalità che fa bene a tutta la città, perché ora Manchester ha due squadre che possono puntare in alto. Prima c’era solo lo United, ora anche il City è pronto a primeggiare» aveva dichiarato il Mancio nel prepartita. Come non credergli, visto che lo United versa in una preoccupante crisi d’identità, finora cinque sconfitte in campionato e l’umiliazione della sconfitta in Fa Cup contro il Leeds, squadra di terza divisione.
Come se non bastasse, lo United deve fare «i conti» pure con ben altri problemi. Fa una certa impressione vedere il presidente dei Red Devils ridotto a chiedere un prestito ai suoi stessi giocatori. Che sbigottiti e increduli per il momento hanno preferito declinare l'offerta. Mai avrebbero potuto immaginare che il loro presidente Malcolm Glazer, di fronte alla voragine debitoria in cui versa il club, avrebbe assunto una simile iniziativa. Un debito di oltre 550 milioni di euro che il boss statunitense intende ripianare attraverso l'emissione di bond speciali. Obbligazioni da 50mila sterline ad alto rendimento - il 7% annuo - offerte non solo alle stelle milionarie di Sir Alex Ferguson ma a tutti i dipendenti della società. D'altronde lo United ha disperato bisogno di liquidità, dal momento che Glazer, padrone dal 2005, non è ancora riuscito ad estinguere il debito creato proprio dall'acquisizione della società. Un acquisto finanziato da un prestito che doveva essere ripianato dai proventi generati ma che invece dal 2006 è immutato nonostante gli introiti di 257 milioni della stagione 2007-2008.
Così ora c’è chi teme che, oltre al temuto aumento dell’11% del costo degli abbonamenti previsto dalla prossima stagione, i campioni d'Inghilterra saranno costretti a vendere anche il centro sportivo di Carrington (o addirittura l'Old Trafford). «I giocatori non sanno cosa fare - ha dichiarato una fonte anonima interna al club -. Molti sono confusi perché non riescono a capire come sia possibile che i datori di lavoro si rivolgano proprio a loro per avere liquidità».
Come in tutti i derby, metà città ride, l’altra metà no.
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