Camillo Ruini è stato un uomo di Chiesa che credeva profondamente nella politica, che nella sua visione doveva essere il terreno in cui la fede doveva farsi storia e cultura. Con la sua scomparsa, l'Italia ha perso una figura chiave capace di tenere quei due mondi in equilibrio, un Cardinale che ha saputo attraversare le tempeste della transizione italiana tra la fine del Novecento e il Duemila, lasciando un'impronta storica del suo passaggio. In quel periodo così complesso a livello politico, Ruini seppe leggere e individuare ciò che era meglio per il “suo” gregge: la fine della Democrazia Cristiana aveva lasciato i cattolici italiani senza una casa politica e questo rischiava di condurli all’irrilevanza decisionale.
Quindi, ecco l’intuizione del Cardinale: tentare di ricostruire il partito unico sarebbe stato un anacronismo che avrebbe completato la demolizione del movimento, quindi Ruini agì diversamente. Accettò la diaspora dei fedeli nei diversi schieramenti, da destra a sinistra, ma li unificò sotto un comune denominatore culturale. Il suo obiettivo, il progetto ambizioso al quale lavorava, era trasformare i cattolici in organi di influenza trasversali, capaci di condizionare le scelte legislative di tutti gli schieramenti. In questa nuova conformazione politica del Paese, il Cardinale divenne, in tempi diversi, l’interlocutore dei due principali soggetti politici dell’epoca: Romano Prodi e Silvio Berlusconi.
Erano relazioni profondamente diverse tra loro nei presupposti e nelle aspettative, in cui le affinità personali e le convergenze politiche si sono intrecciate in un modo inaspettato per chiunque, ma non per il Cardinale. Con Romano Prodi il legame affondava le radici in una profonda e autentica amicizia, ricordata dallo stesso ex premier nel messaggio di cordoglio, che era stata cementata da una comune estrazione e da momenti privati condivisi, come le nozze del padre nobile del Pd con la moglie Flavia, che sono state celebrate proprio da Ruini. Un rapporto che però aveva trovato la politica etica come tema di divergenza, perché Prodi incarnava la tradizione del cattolicesimo democratico-progressista, una visione che rivendicava una forte autonomia della politica rispetto alle indicazioni ecclesiastiche. Su questo tema si aprì una spaccatura nel loro rapporto, perché da un lato la Cei di Ruini scelse la via dell'astensione strategica per salvare l'impianto della legge in occasione del referendum sulla procreazione medicalmente assistita, dall'altra Prodi rivendicò il diritto di scelta al voto.
Questo era il contrario di quanto avvenuto con Silvio Berlusconi, con il quale il Cardinale non aveva particolari affinità personali e spirituali ma molti punti di contatto politici. A Berlusconi, Ruini riconobbe prima di tutto il merito storico di aver sbarrato la strada ai comunisti nel 1994, salvando il Paese da una deriva ideologica e religiosa. La vera saldatura ideologica tra i due ci fu sui temi etici: il Cavaliere offriva alla Chiesa le garanzie più solide per la tutela dei valori non negoziabili, trovando una totale comunione d'intenti su temi cruciali come la procreazione assistita, la difesa della famiglia tradizionale, la scuola cattolica e la libertà educativa. Di questo legame esiste una testimonianza offerta dallo stesso Cardinale, il quale tempo addietro ha rivelato che nel 1994 l'allora capo dello Stato, Oscar Luigi Scalfaro, si rivolse a lui sollecitando un aiuto ecclesiastico per far cadere il primo esecutivo guidato da Berlusconi. Una richiesta che ha trovato il netto rifiuto di Ruini, che fece presente al Quirinale come una simile manovra fosse del tutto impropria e lesiva della necessaria neutralità istituzionale della Chiesa. Si era trattato di una difesa della stabilità che dimostrava quanto il presidente della Cei fosse distante dai giochi di palazzo orientati a sinistra.
Con la sua morte, la sinistra ha perso l'avversario più lucido sui temi spirituali ed etici mentre il centrodestra ne ricorda la statura come interlocutore capace di dare dignità e peso politico alle radici cristiane della nazione.