Se per Giovanni Paolo II era il Vaticano 2, Castel Gandolfo è persino qualcosa in più per Leone XIV. Questo mese, scegliendo di soggiornare nel Palazzo Apostolico dove Francesco mai mise piede, Prevost ha posto l'ultimo tassello nella restituzione al borgo laziale dello status di residenza estiva dei Papi.
Non è bastata la rottura dei lefebvriani, formalizzata proprio ad inizio luglio, a rovinare le vacanze del Pontefice. Si può dire che lo scisma sia letteralmente alle porte di Leone: uno dei quartier generali dei seguaci di Lefebvre, infatti, dista meno di 4 km dal Palazzo in cui sta trascorrendo il suo riposo estivo. Domenica scorsa, a pochi km dalla piazza in cui il Papa recitava l'Angelus, decine di fedeli andavano incontro alla scomunica partecipando alla messa nella cappella lefebvriana ad Albano Laziale. Ma il dossier sullo scisma è solo uno dei tanti che Leone si è portato da Roma. Nella frescura dei Castelli Romani, il Papa americano ha l'opportunità di riordinare le idee in vista dei prossimi viaggi e delle nomine. Queste ultime in particolare saranno decisive per comprendere che rotta prenderà il suo pontificato. La riservatezza del Papa e del suo entourage, però, sono ormai diventate quasi proverbiali e rendono quasi inesistenti le fughe di notizie. Anche le sue vacanze risultano blindatissime: sabato scorso, al concerto offerto in suo onore dalla diocesi di Albano e dal vescovo Vincenzo Viva nel cortile del Palazzo, si è scoperto che insieme a lui c'è il fratello John. Dovrebbe risiedere a Villa Barberini, dove il Papa soggiornava prima del rientro a Palazzo e dove tornerà nelle pause settimanali. John lo aveva raggiunto qui anche lo scorso anno facendogli compagnia insieme al cardinale Michael Czerny, uno dei migliori amici del Papa. Anche il porporato gesuita è stato ai Castelli ad inizio luglio, prima di partire per il Kenya. Leone ha voluto che il riposo valesse anche per chi lavora con lui ed è per questo che al concerto - molto apprezzato - non si sono visti i vertici della Prefettura della casa pontificia. Un Papa sempre più dei Castelli: sabato ha ricevuto in dono un pacco di prelibatezze pugliesi, ma a far breccia nel suo cuore è stata ormai la famosa porchetta di Ariccia che nei pasti alterna all'amata pizza. C'è il tempo di smaltire con le passeggiate nel verde delle Ville Pontificie, dove sorge anche il Borgo Laudato Sì. In questo scenario bucolico aperto al pubblico il Papa ha voluto dare ospitalità anche ai quattro cavalli (tre esemplari messicani e un purosangue arabo dalla Polonia) che gli sono stati donati e che ogni tanto va ad ammirare con nostalgia per quando cavalcava durante gli anni peruviani.
Nella zona più inaccessibile delle Ville c'è poi la piscina di diciotto metri fatta costruire da Giovanni Paolo II e ora "ereditata" dal nuovo Papa sportivo dopo l'inutilizzo con Ratzinger e Bergoglio. Il riposo finirà il 27 luglio, ma Leone dovrebbe tornare a Castel Gandolfo ad agosto per la messa dell'assunzione e l'ultimo sabato per una suggestiva celebrazione sul lago Albano. Proprio come fece Wojtya.
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