«Certo che essere devoti e sexy - cioè belli e attraenti - e flirtare in libertà vanno di pari passo!». Sono parole di «YouCat. Love forever» (Edizioni San Paolo), il nuovo catechismo della Chiesa cattolica dedicato all’amore, al fidanzamento, al matrimonio, e anche alle sue crisi, presentato oggi a Roma. Un testo che ha un grande vantaggio: abbattere la gran parte degli stereotipi su che cosa significhi essere buoni cristiani e rispettare la dottrina della Chiesa. Dottrina è una parola che potrebbe suonare un po’ vintage di questi tempi, ma basta dare un’occhiata al volume per escludere che la seriosità sia un valore compatibile con la tradizione e con il magistero del Papa. La prefazione al volume è di Leone, la postfazione di Francesco e alcune delle moltissime citazioni sono riconducibili proprio agli ultimi due Pontefici. Ampio spazio ad Amoris laetitia, l’esortazione apostolica di Papa Bergoglio sull’amore.
«Dio ci ha creati non solo buoni, ma molto buoni. Quindi possiamo persino enfatizzare la nostra bellezza naturale e far emergere il meglio di noi stessi. Andare in giro grigi e scialbi? No, possiamo essere bellissimi al punto da piacerci davvero. Altrimenti, non ci adocchieremmo mai e non ci innamoreremmo mai. E a volte una bella storia inizia con un piccolo flirt». Flirtare va bene e, a dirla tutta, non è escluso neanche in corso di matrimonio, anche se l’oggetto dell’attenzione non è il coniuge, purché sia fatto senza alcuna intenzione di tradire. Qui sì che cadiamo nel peccato.
«Love forever» si concentra su alcuni dei temi più attuali della relazione tra uomo e donna, senza tralasciare ovviamente il sesso e anche i dubbi sulla propria identità sessuale. Partiamo da una delle attività più amate dall’uomo e, possiamo dire, anche da Dio: «Dio non ha niente contro il sesso. L’ha inventato. A Dio piace molto il desiderio sessuale che la donna e l’uomo provano reciprocamente. Infatti, ha creato l’uomo e la donna l’uno per l’altra, per la vita e l’amore, e quindi anche per il piacere sessuale passionale reciproco». Ma attenzione: «Coloro però che usano l’altra persona perché cercano l’eccitazione rapida, ne stanno abusando come mezzo per raggiungere un fine. E si accontentano del fast food quando Dio li ha invitati in un ristorante stellato». Una metafora intrigante, che fa dimenticare (almeno per un po’) le esigenze del fidanzamento e del matrimonio che restano sempre molto elevate: essere monogami, aperti ad avere figli e decisi a restare insieme finché morte non separi è indubbiamente una vocazione divina.
Si parla senza reticenze di omosessualità. «Sono davvero un uomo? Sono davvero una donna? Se la ricerca della tua identità è accompagnata da inquietudine, né Dio né la Chiesa ti condannano. È normale provare sentimenti simili durante la pubertà e da giovani adulti, sentirsi a disagio con i cambiamenti fisici (disforia di genere) o talvolta sentirsi temporaneamente (omoeroticamente) attratti dal nostro stesso genere. Devi darti tempo. Tuttavia, potrebbe anche essere che le tue sensazioni di inquietudine abbiano cause biologiche o psicologiche e quindi non ti abbandonino. Allora hai bisogno di aiuto». Un grande sollievo per quanti possano sentirsi diversi o addirittura esclusi dalla grazia di Dio. Ciò che vale anche per gli sposi in seconde nozze: «Possono esserci ragioni “serie”, come iniziare una nuova relazione per il bene dei figli».
