Mentre negli States impazza il dibattito sulla trasmissione in diretta dell’esecuzione di Nidal Malik Hasan, l’ex psichiatra dell’esercito condannato a morte per la strage nella base militare di Fort Hood, oggi sul tema è intervenuto anche il Papa ribadendo una posizione già espressa in passato.
“Pena di morte inammissibile”
Nella Giornata mondiale contro la pena di morte, Leone XIV è intervenuto sul suo profilo X scrivendo che la pena capitale “è inammissibile perché attenta all’inviolabilità e dignità della persona”. “Il bene comune può essere tutelato e i requisiti della giustizia possono essere salvaguardati senza ricorrere alla pena capitale - ha aggiunto il Papa - sono stati messi a punto sistemi di detenzione efficaci, che proteggono i cittadini, ma, allo stesso tempo, non tolgono completamente ai colpevoli la possibilità di redimersi”. L’account papale ha corredato il tutto con l’hashtag #NoDeathPenalty.
I precedenti
Non è la prima volta che Leone dice la sua sull’argomento. Un anno fa, ad esempio, uscendo dalla sua residenza di Castel Gandolfo aveva risposto ad alcune domande dei giornalisti presenti sostenendo che “chi sostiene la pena di morte o maltratta i migranti non è pro-vita”. Anche prima di essere eletto al soglio pontificio, Prevost aveva twittato dal suo profilo personale per condannare la pena di morte.
Da Papa, durante la messa del Giubileo dei detenuti, aveva invece rivolto un appello alle istituzioni per “forme di amnistia o di condono della pena” dicendo che “sono molti a non comprendere ancora che da ogni caduta ci si deve poter rialzare”.
La posizione della Chiesa
Nel 2018 Francesco aveva approvato un rescritto per la nuova redazione del n. 2267 del Catechismo della Chiesa Cattolica in cui si affermava che “la Chiesa insegna, alla luce del Vangelo, che la pena di morte è inammissibile perché attenta all’inviolabilità e dignità della persona” e pertanto “si impegna con determinazione per la sua abolizione in tutto il mondo”. Inammissibile: la stessa parola utilizzata oggi da Leone XIV. Pochi giorni fa, durante l’81ª sessione dell’Assemblea generale dell’Onu, monsignor Christophe Z. El-Kassis che è osservatore permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite ha chiesto una moratoria per abolire la pena di morte e l’ha definita anch’egli “inammissibile” perchè costituisce “attacco all’inviolabilità e alla dignità della persona”.
