È cominciato ieri il viaggio di Leone XIV in America Latina. Una prova di forza del Papa sportivo che, meno di un mese dopo l’asportazione del lobo inferiore del polmone destro, si appresta a visitare tre Paesi e a spostarsi in più di dieci tappe. Sul volo, parlando coi giornalisti, Leone ha chiarito di non aver mai avuto dubbi sulla realizzazione del viaggio e poi ha lodato i check-up grazie a cui ha scoperto in tempo il tumore: «sono benedetti», ha detto. Una battuta anche sul voto alle midterm di cui si è detto «fiero».
Il ritorno di Prevost in Sud America è iniziato dall’Uruguay, il Paese più laico della regione e con alle spalle una tradizione anticlericale. Laggiù il Natale è il «día de la familia» mentre la Pasqua è la «semana de turismo». Prima di lui, tra il 1987 e il 1988 Giovanni Paolo II visitò la «Svizzera del Cono Sud» due volte in un anno. «Sicuramente, visto che siamo così laici, il Papa ha pensato di
evangelizzarci», commentò l’allora presidente Julio Sanguinetti. In quell’occasione una ragazza beffò la sicurezza e si intrufolò sul volo papale per poter consegnare a Wojtya una sveglia con la scritta: «Grazie, Papa, per aver svegliato l’Uruguay». Di quelle due storiche visite a Montevideo resta memoria nell’imponente croce bianca eretta a Tres Cruces e che le petizioni laiciste non sono riuscite a far rimuovere in questi anni. Anzi: dal 2011 la croce è vegliata da una statua del santo polacco. L’anima spirituale dell’Uruguay, però, si è riassopita: le statistiche dicono che appena l’8 per cento degli uruguaiani si dichiara cattolico praticante, mentre la maggioranza della popolazione si divide tra atei ed agnostici. La presenza di Leone XIV può rappresentare una nuova «sveglia», quasi 40 anni dopo quella di Giovanni Paolo II. Il primo abbraccio di Montevideo all’illustre ospite è arrivato con la cerimonia di benvenuto a plaza Independencia.
Nel suo primo discorso davanti alle autorità, Prevost ha difeso la vita «che sta ancora crescendo nel grembo materno» ricordando che «chi non è ancora nato appartiene già alla famiglia umana» e «la sua assoluta dipendenza dalla madre non sminuisce la dignità che gli spetta né la protezione che merita». Il Pontefice ha fatto riferimento al suo recente ricovero per ribadire che chi si trova in una condizione di fragilità «non smette per questo di essere un membro a pieno titolo della società né perde nulla del valore della propria vita».
Parole significative nel primo Paese del Sud America a legalizzare aborto ed eutanasia.
