L’appello di ieri di Leone XIV non è servito, la Fraternità sacerdotale San Pio X ha deciso di disobbedire e procedere alle consacrazioni episcopali senza mandato pontificio. È iniziata la messa pontificale ad Econe, già quartier generale dell’arcivescovo ribelle Marcel Lefebvre che lì consacrò illecitamente nel 1988 altri quattro vescovi. Proprio uno di loro, monsignor Alfonso de Galarreta, è il vescovo consacrante di oggi mentre un altro, monsignor Bernard Fellay, è il co-consacrante. Quest’ultimo è stato a lungo anche superiore generale della Fraternità.
I nuovi vescovi
Il consacrante utilizzava il pastorale che fu del fondatore Lefebvre, colui che fece le prime consacrazioni 38 anni fa ricevendo la scomunica da Roma. Anche i quattro vescovi consacrati nel 1988 vennero scomunicati. Fu Benedetto XVI a rimuovere la scomunica nel 2009. Ora però, dopo l’atto di disobbedienza, con ogni probabilità sia de Galarreta che Fellay verranno scomunicati di nuovo. Stessa sorte per i quattro nuovi vescovi: lo svizzero Pascal Schreiber, lo statunitense Michael Goldade e i francesi Michel Poinsinet de Sivry e Marc Hanappier. Quest’ultimo è il più giovane: nato nel 1990, ha appena 36 anni. Per i lefebvriani la scelta della consacrazione è dettata dalla necessità di dare continuità al loro apostolato nel mondo. Ma Leone XIV nella lettera inviata ieri ha chiesto al superiore generale Davide Pagliarani di “considerare attentamente il bene spirituale dei fedeli, perché l’atto scismatico che compireste li priverebbe della ricezione lecita e in taluni casi persino valida dei sacramenti”.
La cerimonia in diretta social
A differenza di quanto avvenne 38 anni fa, quando le consacrazioni episcopali celebrate sempre a Écône portarono alla scomunica dei protagonisti da parte di Giovanni Paolo II, questa volta la cerimonia è trasmessa in diretta sui canali social della Fraternità, rendendo l'evento visibile in tutto il mondo con commenti in diverse lingue. Secondo quanto riferito dalla Fraternità San Pio X, alla cerimonia partecipano oltre 17mila fedeli.
L’omelia
L’omelia durante la cerimonia è stata tenuta da Pagliarani che ha parlato di “giorno storico”. Il superiore generale ha detto che le consacrazioni sono “uno spartiacque davanti cui non si può rimanere indifferenti”. Le sue parole insistono sulla pretesa che la Fraternità debba “preservare la fede” e “trasmetterla”. “Stiamo scegliendo tra la fede e la Chiesa?”, si è chiesto dicendo che questo è un falso dilemma perché “apparteniamo alla Chiesa per mezzo della fede”. “È proprio perché amiamo il Papa che non lo vogliamo più vedere umiliato, paragonato a falsi profeti”, ha attaccato Pagliarani rifiutando l’accusa di non obbedire al Papa.
Un’omelia all’attacco in cui ha detto che i lefebvriani parlano il “linguaggio della fede” mentre gli altri “parlano il linguaggio dell’inclusione”.I numeri
La Fraternità San Pio X, fondata nel 1970, oggi conta 720 sacerdoti e di circa mezzo milione di fedeli sparsi in tutto il mondo. In Italia i centri più importanti sono ad Albano Laziale e a Rimini.