Ieri, dai Gemelli, sono arrivate le buone notizie che tutti attendevano. Nel loro bollettino quotidiano, i medici Luigi Carbone e Stefano Margaritora hanno parlato di «costante miglioramento delle condizioni generali» del paziente Prevost. A conferma di ciò, a mezzogiorno il Papa ha celebrato messa in una sala del decimo piano che lo ospita. Alla liturgia hanno partecipato medici, infermieri e i gendarmi vaticani che vigilano sulla sua sicurezza. Nell’omelia è arrivato il ringraziamento papale per il lavoro che il personale sanitario «svolge ogni giorno prendendosi cura dei malati e della loro fragilità e, in modo particolare, per quanto hanno fatto e fanno per lui», ha fatto sapere la Sala Stampa. Sono state diffuse anche le prime due immagini del Pontefice dopo l’intervento: con i paramenti verdi del tempo ordinario e le scarpe, in una Leone è da solo mentre nell’altra è affiancato dal fidato segretario monsignor Edgard Rimaycuna nel momento dell’elevazione dell’ostia alla consacrazione. Il fatto che il Papa abbia celebrato e non concelebrato come nel giorno precedente dà l’idea del miglioramento nel decorso post-operatorio. I medici hanno fatto sapere che l’illustre paziente ha eseguito esami del sangue e radiografia del torace, oltre a continuare le sedute di fisioterapia respiratoria. Un quadro rassicurante dopo l’allarmismo del giorno prima provoca, dalle parole del segretario di Stato Pietro Parolin, sull’eventualità di «rimodulare» il pontificato. In realtà il cardinale nella risposta aveva premesso che era troppo presto per fare previsioni e aveva ag- giunto «se necessario». Tuttavia, l’effetto delle dichiarazioni è stato dirompente e infatti ieri ha sentito il bisogno di precisare che si riferiva al prossimo viaggio, sebbene avesse utilizzato la parola «pontificato». Ma a smorzare la preoccupazione dilagata in Vaticano dopo le dichiarazioni di Parolin di giovedì ci hanno pensato soprattutto le buone notizie arrivate dal Gemelli. Oltre alla telefonata con Vladimir Putin, una di queste è stata la conferma che il Papa terrà l’Angelus di domenica anche se il portavoce vaticano Matteo Bruni non ha precisato da dove. Infatti, sin dalla mattinata di ieri è cominciata a circolare la voce di possibili dimissioni anticipate nella giornata di oggi. Che non sia un’ipotesi campata in aria sembra suggerirlo il fatto che il portavoce Bruni, confermando l’Angelus, non ha precisato dove si terrà. Mentre il programma originario prevedeva un ricovero di una settimana e quindi la permanenza del Papa in policlinico anche questa domenica. Ieri, intanto, al decimo piano sono saliti anche i cardinali Baldo Reina e Luis Antonio Tagle, rispettivamente vicario di Roma e decano del sacro collegio. Non si è visto ancora, invece, il segretario di Stato Parolin. La macchina della Santa Sede continua ad andare avanti nonostante l’assenza papale dal Palazzo Apostolico e ieri il bollettino ha ufficializzato la nomina di due nuovi vescovi ausiliari nell’arcidiocesi di Madrid, Fernando Murga Gómez e Andrés Martínez Esteban. Mentre Trump ha fatto sapere di aver telefonato al fratello del Pontefice: «È un mio amico e gli ho chiesto di porgergli i miei migliori auguri». Tutto resta invariato per ciò che riguarda il viaggio in America Latina per il quale, al momento, non c’è stata alcuna modifica di programma o cancellazione. Le prossime ore saranno decisive per il decorso post-operatorio ma il Papa ieri ha mandato un segnale chiaro al mondo e alla Curia in particolare: lui c’è e continua a governare anche dal letto d’ospedale.

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