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Niente benedizione alle coppie gay

Il Papa dall'aereo: "Per il bene comune la Santa Sede parla anche con i regimi"

Niente benedizione alle coppie gay
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Ribadisce la contrarietà della Santa Sede alla benedizione delle coppie omosessuali, parla dell'attualità - dalla «situazione caotica» nello stretto di Hormuz alle esecuzioni in Iran, da condannare perché «la vita va sempre protetta»; fino ai migranti che vanno «trattati con umanità e non peggio degli animali». E al racconto intimo e a tratti commosso di una foto che porta sempre con sé, di un bimbo musulmano incontrato in Libano, poi ucciso nella guerra. Papa Leone parla a tutto campo nella consueta conferenza stampa in aereo che dalla Guinea Equatoriale lo ha riportato a Roma, al termine del lungo viaggio di 11 giorni in Africa.

Sulle coppie omosessuali, «la Santa Sede ha già dichiarato che non è d'accordo con una benedizione formalizzata delle coppie (anche quelle in situazioni irregolari), e ha già parlato con i vescovi tedeschi» dice Prevost commentando il parere favorevole della Chiesa tedesca alle benedizioni

per le coppie dello stesso sesso. «Prima di tutto penso sia molto importante capire che l'unità o la divisione della Chiesa non dovrebbe ruotare attorno a questioni sessuali. Tendiamo a pensare che quando la Chiesa parla di moralità, questa sia solo sessuale - sottolinea -. In realtà credo ci siano questioni molto più grandi e importanti come la giustizia, l'uguaglianza, la libertà di uomini e donne, la libertà religiosa».

No alla benedizione di coppie gay, ma «nella Chiesa tutti sono benvenuti» prosegue Leone citando il suo predecessore Francesco. «Quando il sacerdote dà una benedizione alla fine della messa o quando il Papa dà una benedizione alla fine di una grande celebrazione, sono benedette tutte le persone». Poi il tema a lui più caro: la fine delle ostilità in Medio Oriente, nei Paesi del Golfo. «Vorrei incoraggiare la continuazione del dialogo per promuovere la pace» risponde il Papa sulla situazione dello Stretto di Hormuz, dove «la situazione è molto complessa: le stesse trattative che si stanno tentando di fare, un giorno l'Iran dice sì, un giorno gli Usa dicono no e viceversa... e c'è quindi questa situazione caotica e critica per l'economia mondiale». Ma, «anche in Iran c'è una popolazione di innocenti che sta soffrendo per questa guerra» ribadisce

il Pontefice. Non è una questione «se si cambia o non si cambia un regime perché è molto importante che gli innocenti siano protetti. Come pastore non posso essere a favore della guerra. È necessario «promuovere una nuova cultura per la pace», è il monito di Leone, che sulle ultime esecuzioni in Iran dice: «La vita umana deve essere sempre rispettata e protetta dal concepimento alla morte naturale».

Sul ruolo della Santa Sede, il Papa dice che «parla con tutti anche con i regimi autoritari, per promuovere il bene comune». «A volte abbiamo relazioni diplomatiche con Paesi che hanno regimi autoritari. Abbiamo l'opportunità di parlare con loro a livello diplomatico. Non sempre facciamo grandi proclami, criticando, giudicando o condannando. Ma c'è molto lavoro da fare dietro le quinte».

Infine, in tema migranti, il Papa invita affinché siano trattati «come esseri umani, in modo umanitario» e non «peggio degli animali». Una battuta anche sui prossimi viaggi. «Ho il desiderio grande di visitare vari Paesi dell'America Latina».

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