Come sta il Papa? Le notizie diffuse ieri dalla Santa Sede sono rassicuranti. Poche righe in cui i medici Luigi Carbone e Stefano Margaritora hanno fatto sapere che «la radiografia del torace ha mostrato la buona ripresa del polmone operato» e i controlli di routine eseguiti in mattinata «sono risultati nella norma». «Complessivamente - hanno scritto i dottori - il decorso post operatorio procede regolarmente».
L’illustre paziente si è sottoposto a una seduta di fisioterapia che «ha comportato attività motorie complete». I medici hanno comunicato che Prevost «ha svolto le attività quotidiane autonomamente». Maggiori dettagli sulla natura di queste attività sono emersi dal portavoce vaticano, Matteo Bruni: il Papa ha concelebrato messa e ha anche ripreso a lavorare. Infatti al Gemelli è arrivato ieri il sostituto della Segreteria di Stato, monsignor Paolo Rudelli. D’altronde, il governo della Chiesa rallenta ma non può fermarsi del tutto. La presenza al policlinico di Rudelli e non di Parolin fa pensare che il Papa volesse dare indicazioni di immediata esecuzione dal momento che il sostituto si occupa della gestione ordinaria dell’ufficio.
Intanto il segretario di Stato ha parlato ieri a margine di un evento, ammettendo di essere «preoccupato» ma dicendo di fidarsi dei bollettini. L’Angelus domenicale dal decimo piano del Gemelli resta, al momento, un’incognita. «Lo farà se starà meglio», ha detto Parolin. Le dichiarazioni più rilevanti, però, le ha fatte sulla possibile evoluzione del pontificato dopo questo pit-stop. «Non si possono fare previsioni - ha premesso il numero due vaticano -. Si tratta di vedere adesso quando tornerà e cosa diranno i medici». Ma «in base a tutti questi elementi», secondo Parolin, «il Papa rimodulerà il suo pontificato, se sarà necessario rimodularlo».
Il cardinale ha anche definito «lungo e impegnativo» il viaggio in America Latina su cui sono iniziati ad affiorare i primi dubbi della presidente del Perù Keiko Fujimori. E nell’elenco dei leader mondiali solidali con Leone si è aggiunto anche Donald Trump. Il presidente Usa si è augurato di vederlo guarito ricordando che il fratello Louis e sua moglie Deborah sono sostenitori Maga. Anche il primogenito dei Prevost è attualmente in cura per un tumore.
Al Gemelli intanto la statua di Giovanni Paolo II al centro del piazzale continua ad essere la meta di pazienti, parenti e fedeli che vogliono pregare per la salute di Leone. Un po’ di malumore si è registrato nel personale sanitario per la mancata menzione dell’équipe infermieristica accanto ai nominativi di quella chirurgica e anestesiologica nel primo bollettino post-operatorio. A livello clinico, l’impressione è che la giornata decisiva sarà quella di martedì prossimo, quando si capirà anche l’esito definitivo degli esami e si potrà dire se il pericolo è scampato del tutto.
Nel frattempo in Vaticano serpeggia turbamento. Le parole di Parolin sulla possibilità di un pontificato da «rimodulare» avanzano uno scenario inedito finora. E c’è chi azzarda a prevedere l’anticipazione di un eventuale concistoro da giugno a gennaio. Ma solo il Papa può decidere e in questo momento ha ben altro a cui pensare.
