Venezia, Maazel dirige Bruckner perché gli angeli tornino a volare

Piera Anna Franini

da Venezia

Basilica di San Marco sold out. A dire il vero, qualcosa di più. I quattrocento posti a sedere messi in conto per il concerto di ieri sera si sono volatilizzati in un batter d'occhio. E s'è rischiato di lasciare a bocca asciutta almeno altri cento spettatori di una lista d'attesa, alla fine, soddisfatta. L'Ottava sinfonia di Bruckner diretta da Lorin Maazel è così entrata in concorrenza con i Mondiali di calcio. Che, in realtà, non hanno fatto vittime per questo appuntamento veneziano voluto dalla Venice Foundation. Poi, che cosa pensassero in cuor loro quanti hanno dovuto presenziare più per dovere istituzionale che per trasporto verso Bruckner, non è dato da sapere. A dire il vero, senza nulla togliere all'attrattiva esercitata dalla partitura proposta, dalla lettura fatta da un direttore di rango come Maazel, e dalla curiosità suscitata dall'orchestra «secessionista», la Symphonica Toscanini, a catalizzare l'interesse era l'iniziativa Le ali degli Angeli: il progetto di restauro dei mosaici della Cupola della Creazione. «Grazie a tutti gli amici che ci hanno aiutato a realizzare il sogno di vedere gli angeli volare», ha detto ieri sera, al pubblico, Franca Coin, presidente di Venice Foundation, che conta sulla raccolta di 500mila euro. L'ottimismo della Coin - riportare gli angeli all'antico splendore - è del resto giustificato: 250mila euro già sono arrivati nelle casse della Fondazione, devoluti da silenziosi mecenati, «persone che non sono venute questa sera e neppure intendono essere menzionate», ci ha poi spiegato la Coin. Che confida nel futuro lontano, «abbiamo tutto l'anno per finire la raccolta, sono in programma altre iniziative», e in quello prossimo. Al concerto, infatti, ha fatto seguito una cena nel cortile di Palazzo Ducale dove la liberalità minima di partecipazione era di mille euro a persona.
Per l'iniziativa di ieri, la Venice Foundation, associazione decennale volta alla salvaguardia della città, ha fatto tutt'uno con la Procuratoria e i Musei Civici di Venezia. Ha attratto in San Marco una serie di ospiti eccellenti, la regista (fra l'altro di The Producers) Susan Stroman, Larry Lovett, Molinari, Cantarella, Marzotto, Lunelli. E ancor prima s'è aggiudicata la presenza di Maazel alla testa della Symphonica, la compagine che rese noto l'atto di separazione dell'Orchestra Filarmonica Toscanini proprio durante la conferenza d'aprile della Venice Foundation. Con il concerto di ieri, Maazel ha ribadito il legame con Venezia, dove tenne a battesimo la Fenice rinata: prima con il concerto di capodanno e dopo 11 mesi, nel novembre 2004, con Traviata, la prima opera ad approdare nel teatro ricostruito. Il direttore ha puntato sulla sinfonia più vasta e ambiziosa di Bruckner, pensata anche per mettere in mostra il gigantesco organico strumentale: testato anche a Roma, giovedì, in un concerto alla presenza del presidente Napolitano. Se a Roma, l'austriaco Bruckner onorava il passaggio di consegne Austria-Finlandia, in San Marco i temi foschi e minacciosi, l'irrequietezza che si insinua in ogni piega, gli appelli di trombe che san di morte - paradossalmente - hanno salutato un progetto legato alla Creazione.

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