Vespa, il Cda: "Rinnovo contratto? Troppo caro" Il giornalista: "Inflazione aumentata del 22%"

Il conduttore di <em>Porta a Porta</em>, il cui accordo scade a fine anno,
dovrà aspettare. Il consigliere dell'Udc Petroni chiede al dg Masi di
&quot;rivedere&quot; il nuovo contratto che giudica &quot;troppo oneroso&quot; per l'azienda. Vespa: &quot;Giusto ma approfondiscano anche sui contratti degli altri&quot;

Roma - Vespa deve aspettare.  Rinvio sul rinnovo del contratto per Bruno Vespa. Durante la riunione sarebbe stata affrontata la questione dei conti aziendali e in quest’ottica sarebbe emerso che il rinnovo triennale del contratto Vespa (l’ultimo firmato nel 2005 con opzione fino al 2010) sarebbe troppo oneroso. L'accordo prevede un ritocco al rialzo del 20% per il compenso del conduttore. Il Cda ha approvato poi la proposta del Dg Mauro Masi di riassorbire l’offerta di Raisat all’interno della Rai, dopo il mancato accordo la scorsa estate con Sky.

Vespa o non Vespa L’ipotesi portata oggi dal direttore generale agli amministratori di viale Mazzini non ha avuto il via libera. E' stata rimandata indietro perché il contratto in questione deve in qualche maniera "essere coerente" - come è stato sottolineato in alcuni interventi - con la situazione generale dell’azienda e non invece in contraddizione con la necessità di contenere i costi. A sollevare il problema sul rinnovo del contratto al conduttore di Porta a Porta è stato un consigliere della maggioranza, cui è seguito poi l’intervento - per la minoranza - di Nino Rizzo Nervo. Dal canto suo il presidente Paolo Garimberti ha preso atto delle posizioni che venivano espresse, come pure il direttore generale Masi. E alla fine, insieme ad altri temi all’ordine del giorno rimandati a una nuova riunione (tra l’audizione del direttore di Raidue, Massimo Liofredi), è stato deciso per un riesame complessivo del contratto di Vespa, da sottoporre più in avanti nuovamente all’attenzione del consiglio di amministrazione di viale Mazzini.

Il nuovo contratto L’ipotesi di nuovo contratto - durata triennale - che era stata portata in Cda prevedeva - a quanto si sa - un compenso "minimo" di 1,6 milioni di euro l’anno, ma poi la misura reale del compenso per il conduttore è data dal meccanismo delle sue presenze in programmi Rai, dal numero degli "speciali" realizzati, e dal numero delle prime e seconde serate di Porta a Porta, il che finisce con il far lievitare il "minimo garantito".

Vespa: "Inflazione sarà al 22 per cento"
Bruno Vespa considera "giusto" che il cda della Rai abbia deciso di approfondire il capitolo dei contratti da rinnovare. Verifica che però non riguarda solo il suo, precisa. "Mi pare giusto - afferma Vespa -, che il Consiglio d'amministrazione della Rai abbia chiesto un approfondimento su tutti i contratti da rinnovare (e non soltanto sul mio). Si potrà così constatare che alcuni elementi del mio contratto risalgono al 2001 (non a caso sono pagato con l'equivalente in lire) e altri al 2004. Se si pensa che quando entrerà il vigore il prossimo contratto l'inflazione del decennio sarà intorno al 22 per cento è più facile ragionare. Anche tenendo conto che dovrò liquidare alla Rai una quota di molte mie prestazioni professionali esterne e che il nuovo garantito coprirà 26 trasmissioni in più del precedente".

"Controllino anche gli altri contratti" "Mi dispiace tuttavia - aggiunge il conduttore di Porta a porta - che le fughe di notizie riguardino sempre e solo il mio contratto. Mi dispiace che si dimentichi che nel 2001 il direttore generale Cappon stabilì lui la cifra calcolando il quindici per cento in meno di quanto offerto a Gad Lerner e Fabio Fazio per due trasmissioni meno importanti di Porta a porta (una terza serata religiosa del sabato su Raiuno e una seconda serata su Raidue) che mai si fecero. Mi dispiace - insiste Vespa - che non si pubblichino i contratti del compianto Enzo Biagi, il contratto precedente e quello attuale di Fabio Fazio, quello di Daria Bignardi e altri ancora. Io sono pronto a confrontarmi pubblicamente con tutti. Peccato che mi manchino gli interlocutori".