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Viaggi

Viaggio tra dimore storiche e nuove oasi di stile

Da Manhattan alle atmosfere senza tempo di Parigi, passando per i paesaggi suggestivi d’Irlanda e le eccellenze termali e costiere italiane, un itinerario esclusivo alla scoperta di dimore storiche e boutique hotel d’élite. Luoghi unici dove l’architettura, l’alta cucina, la cultura dell’accoglienza e il benessere si fondono per regalare esperienze di viaggio memorabili, sospese tra passato, presente e un lusso autentico e discreto

Europa Palace - Sanremo
The Pierre - New York
The Pierre - New York

THE PIERRE- NEW YORK

Ci sono luoghi a New York che plasmano l’immaginario collettivo del mondo intero. Tra questi, l’angolo tra la Fifth Avenue e la 61esima Strada rappresenta l’epicentro di un lusso senza tempo. È proprio qui, affacciato sulle chiome sinuose di Central Park e incastonato tra il pulsare cosmopolita di Midtown e l’eleganza rarefatta dell’Upper East Side, che splende The Pierre, un monumento vivente all’arte dell’accoglienza che da quasi un secolo detta le regole del fascino americano. Inaugurato il 1° ottobre 1930, questo luogo iconico ha fatto da sfondo indiscusso alla mitologia culturale della Grande Mela, vedendo intrecciarsi senza sosta i destini della moda, del cinema, dell’arte e dell’alta società.È un palcoscenico dove la storia si respira nell’aria: Coco Chanel ne fece la sua dimora temporanea a New York durante la sua prima storica visita; Audrey Hepburn fu un’ospite assidua e vi festeggiò il suo Oscar per Vacanze Romane; Elizabeth Taylor decise persino di acquistarvi un appartamento privato e Valentino vi allestì memorabili sfilate di alta moda. La sua presenza nella cultura di massa è tanto duratura quanto cinematografica, basti pensare al celebre tango danzato da Al Pacino e Gabrielle Anwar in Scent of a Woman, girato proprio nelle sue sale. A distanza di quasi un secolo dalla sua apertura, The Pierre rimane inequivocabilmente fedele a se stesso, preservando quella sensazione impalpabile ma vivida che qualcosa di memorabile stia per accadere da un momento all’altro tra saloni imponenti, suite residenziali e un servizio con guanti bianchi firmato dalla prestigiosa ospitalità Taj. Questa connessione con l’élite globale diventa ancora più palpabile durante il periodo del Met Gala, quando The Pierre si trasforma nel vero epicentro della moda, accogliendo star, stilisti e icone pop che si preparano nelle sue suite prima di sfilare lungo la Fifth Avenue verso i gradini del Metropolitan Museum of Art. Con un totale di 189 camere, tra cui 49 magnifiche suite che fondono proporzioni generose e una composta eleganza, la struttura offre un’esperienza abitativa autenticamente residenziale, dove gli interni equilibrano il carattere classico con una sensibilità contemporanea e viste mozzafiato su Central Park. Le 11 Grand Suites elevano questo concetto a livelli di puro privilegio: dalla Tata Presidential Suite al 39° piano, un rifugio privato sopra Manhattan configurabile fino a sei camere da letto, alla Charles Pierre Suite al 21° piano dedicata al fondatore dell’hotel, fino alla Park Suite al 28° piano, dotata di arredi su misura, lampadari in vetro di Murano e una vista impagabile su Wollman Rink. L’eccellenza si riflette naturalmente anche nell’offerta gastronomica, guidata dal 2025 dall’Executive Chef napoletano Vincenzo Garofalo, la cui visione unisce le tecniche delle cucine stellate europee al patrimonio culinario di New York presso il ristorante Perrine. Ma la vita notturna dell’hotel batte forte anche al Two E Bar & Lounge, uno spazio intimo originariamente concepito come libreria per gentiluomini e reimmaginato con sofisticata naturalezza, dove le luci si abbassano per lasciare spazio a cocktail sartoriali e note di jazz dal vivo che trasformano un semplice aperitivo in una serata d’altri tempi. A rendere davvero immortale The Pierre sono però gli spazi dedicati ai grandi eventi, come la maestosa Grand Ballroom capace di accogliere fino a 750 ospiti, la celebre Cotillion Room che ha ospitato le grandi orchestre dell’era dei supper club, e la Rotunda, decorata nel 1967 dagli straordinari affreschi trompe-l’œil dell’artista Edward Melcarth. Tutto questo è custodito e tenuto in vita dalla filosofia Taj, presente dal 2005, dove il lusso non è una questione di ostentazione ma di intuizione e memoria. Nessuno incarna questo spirito meglio di Khady Gueye, iconica operatrice degli ascensori dal 1990, che con il suo calore e la sua discrezione trasforma il breve viaggio tra la hall e la camera in un momento indelebile per ogni ospite. Sotto la guida del Senior Vice President Spiridon Sarantopoulos The Pierre continua così a scrivere il nuovo capitolo della sua leggenda. Più che un hotel, un indirizzo privato nel cuore di Manhattan dove il passato incontra il futuro, dimostrando che il vero glamour non sfiorisce mai, ma si rinnova ogni giorno con sobria e irresistibile magnificenza.

https://www.thepierreny.com/

Le Burgundy - Paris
Le Burgundy - Paris

LE BURGUNDY PARIS – PARIGI

Nel cuore del primo arrondissement parigino, a breve distanza dalle maestose geometrie della Madeleine e dalla raffinata opulenza di rue Saint-Honoré, si cela un rifugio urbano dove l’eccellenza dell’accoglienza francese rifiuta l’ostentazione per abbracciare una dimensione intima, fatta di silenzi preziosi, profumi d’alta pasticceria e continua ricerca estetica. È qui, al civico 6-8 di rue Duphot, che prende forma l’essenza di Le Burgundy Paris, un indirizzo a cinque stelle concepito non come semplice albergo di lusso, ma come una vera e propria dimora privata votata al ben vivere. La storia di questo luogo affonda le radici nel 1850, quando una Parigi in piena trasformazione vedeva nascere una maison meublée pensata per accogliere un’élite cosmopolita ed esigente, solita soggiornarvi per lunghi periodi. Il nome stesso, intriso di mistero, fu probabilmente scelto per omaggiare la forte anglomania dell’epoca e sedurre i viaggiatori dell’Inghilterra vittoriana. A oltre 175 anni dai suoi primi passi, la struttura ha saputo rinnovarsi mantenendo intatta la propria carica di fascino discreto. La metamorfosi moderna porta la firma del designer d’interni Patrick Juliot, il quale ha saputo intrecciare il rigore classico con spunti di arte contemporanea. Un punto di svolta fondamentale risale al restauro del 2010, quando la proprietà ha scelto di posizionare l’arte al centro dell’esperienza visiva, collaborando strettamente con Guy de Rougemont (1935-2021), membro dell’Académie des Beaux-Arts. Il suo intervento si palesa subito nell’imponente scultura collocata all’ingresso, inondata dalla luce naturale che filtra attraverso l’ampia vetrata del cortile centrale. L’offerta residenziale dell’albergo si articola attraverso spazi di rara maestosità: al sesto piano, per esempio, la Suite Royale è un appartamento su due livelli di 82 m², progettato per accogliere fino a quattro ospiti e caratterizzato da due saloni inondati di luce, una camera padronale con letto king-size, cabina armadio, doppi servizi dotati di tecnologie moderne e una vista panoramica sui tetti della capitale. Egualmente affascinante è L’Appartement du Burgundy, la suite più grande dell’hotel: un rifugio di 82 m² situato all’ultimo piano, pensato come l’abitazione ideale di un collezionista e arricchito da un’ampia terrazza privata con vista sulla Torre Eiffel. Per chi ricerca un livello ancora superiore di riservatezza, le suite Tuileries e Opéra, riunite nella «Petite Maison» affacciata sul patio, possono essere modulate e unite in un’unica residenza esclusiva. L’esperienza sensoriale prosegue sul piano gastronomico grazie a Le Baudelaire, ristorante premiato con una stella Michelin fin dal 2011 e affacciato su un tranquillo patio interno. La cucina, diretta dallo chef Mylo Levin, celebra una visione culinaria che ha in essenzialità, generosità e maestria i propri capisaldi. Accanto al ristorante sorge il Bar Le Charles, anch’esso disegnato da Patrick Juliot in omaggio a Charles Baudelaire e alla sua opera più celebre, I fiori del male. L’ambiente è impreziosito da dettagli in ottone, finiture dorate e un suggestivo affresco a soffitto firmato dall’artista Marco Del Re. Qui, durante il giorno, la luce naturale accompagna la degustazione dei dolci d’alta scuola creati dal pastry chef Léandre Vivier. A completare l’offerta è la spa firmata dal marchio austriaco Susanne Kaufmann, un vero santuario del benessere olistico che sfrutta le proprietà delle botaniche alpine, coniugandole con la ricerca scientifica più avanzata e offrendo trattamenti mirati all’equilibrio cutaneo e alla rigenerazione profonda. Completano lo spazio una piscina interna di 15 metri, un hammam, una sauna e una palestra. Varcare le porte di Le Burgundy Paris significa immergersi in una Parigi riservata e sospesa nel tempo, dove l’arte si traduce in un’emozione autentica, costruita su dettagli preziosi, alta cucina e una cultura dell’accoglienza che non smette di incantare.

https://www.leburgundy.com.

Gregans Castle Hotel- Irlanda
Gregans Castle Hotel- Irlanda

GREGANS CASTLE HOTEL- BURREN- IRLANDA

Sulla costa occidentale dell’Irlanda, dove le distese di pietra calcarea si alternano a vallate verdi e lo sguardo incontra le acque di Galway Bay, Gregans Castle Hotel rappresenta un esempio di ospitalità capace di intrecciare storia, cultura, gastronomia e attenzione per l’ambiente. Situata nei pressi di Ballyvaughan, nella contea di Clare, questa dimora signorile del Settecento si trova nel cuore del Burren, uno dei territori più singolari del Paese, noto per il suo paesaggio carsico, la ricchezza della flora e la presenza di importanti testimonianze archeologiche. La struttura, che affonda le proprie origini nel 1750, accoglie ospiti fin dagli anni Quaranta del Novecento ed è gestita dalla stessa famiglia dal 1976. Una continuità che contribuisce a definire l’identità dell’hotel, dove la dimensione storica della casa si combina con un’idea contemporanea di lusso, fondata sulla qualità del servizio, sulla personalizzazione degli ambienti e sulla valorizzazione del contesto naturale. Immerso in giardini curati e affacciato su uno scenario che abbraccia le colline del Burren fino alla baia di Galway, Gregans Castle si distingue per un’atmosfera lontana dai ritmi frenetici delle destinazioni turistiche più convenzionali. Qui il soggiorno non si limita alla disponibilità di una camera elegante, ma diventa un invito a rallentare, osservare il paesaggio e riscoprire il valore del tempo. Caminetti accesi, luce soffusa, opere d’arte contemporanea e mobili antichi contribuiscono a creare un equilibrio tra tradizione e sensibilità estetica moderna. Ogni ambiente conserva una propria personalità, evitando l’uniformità tipica di molte strutture alberghiere internazionali. Le camere e suite sono arredate individualmente, con mobili d’epoca raccolti in Irlanda e durante i viaggi, tessuti naturali, opere originali e dettagli selezionati per rendere gli spazi accoglienti. Le finestre diventano vere e proprie cornici sul paesaggio: alcune si affacciano sui giardini, altre sulle distese calcaree o sulle acque della baia. Le diverse tipologie di sistemazione, dalle camere Classic alle suite più ampie, rispondono a esigenze differenti, mantenendo come filo conduttore il comfort discreto e l’attenzione per i particolari. Anche alcune scelte apparentemente insolite contribuiscono a definire la filosofia della casa: nelle camere non ci sono televisori. Una decisione consapevole, spiegano i gestori, per incoraggiare gli ospiti a concentrarsi su ciò che li circonda, dalla natura alla lettura, fino alla conversazione. In un’epoca in cui la connessione digitale accompagna ogni momento della giornata, l’assenza dello schermo assume così il significato di un piccolo esercizio di disconnessione, coerente con la tranquillità del luogo. A rendere speciale Gregans Castle è soprattutto il rapporto con il Burren, territorio il cui nome deriva dal termine irlandese Boireann, traducibile come “luogo di pietra”. Il paesaggio, modellato nel corso di milioni di anni, presenta ampie superfici di calcare fratturato, rilievi, grotte e valli che ospitano una biodiversità sorprendente. Le condizioni climatiche della costa atlantica favoriscono la convivenza di specie vegetali differenti, comprese varietà rare, mentre l’area conserva testimonianze della presenza umana risalenti a epoche remote. Antichi recinti circolari, tombe megalitiche e siti archeologici raccontano una storia che attraversa millenni. Il Burren è inoltre riconosciuto come Geoparco, una realtà che sottolinea il valore geologico e naturalistico del territorio e l’importanza della sua tutela. Non è soltanto una destinazione per escursionisti e appassionati di paesaggi: è un luogo che invita a riflettere sul rapporto tra comunità, ambiente e memoria. Il suo fascino ha alimentato anche l’immaginario di artisti e scrittori. Secondo la tradizione richiamata dall’hotel, J.R.R. Tolkien avrebbe trovato ispirazione nei paesaggi del Burren durante il percorso creativo che avrebbe portato a Il Signore degli Anelli. Tra gli ospiti legati alla storia della dimora figurano inoltre il poeta Seamus Heaney e l’artista Sean Scully, nomi che rafforzano il legame tra questa parte d’Irlanda e la creatività. La posizione della struttura consente anche di esplorare alcune delle attrazioni più celebri della costa occidentale: le Cliffs of Moher, spettacolari scogliere che si innalzano sull’Atlantico, distano circa venti minuti in auto. Qui la forza dell’oceano e l’imponenza della costa offrono uno degli scenari più emblematici d’Irlanda, mentre sentieri e punti panoramici permettono di osservare il paesaggio da prospettive differenti. Il soggiorno al Gregans Castle può quindi diventare il punto di partenza per un itinerario che alterna natura, archeologia, piccoli centri costieri e tradizioni locali, senza rinunciare al comfort di una dimora raccolta al termine della giornata.

www.ireland.com

Palazzo Fiuggi - Roma
Palazzo Fiuggi - Roma

PALAZZO FIUGGI- ROMA

Dalla semplice pausa benessere a un percorso strutturato di salute e longevità. A Palazzo Fiuggi la medicina incontra l’ospitalità, la nutrizione diventa parte della terapia e il movimento entra nel progetto di una vita più lunga, ma soprattutto più sana. Qui il concetto di benessere smette di coincidere con una semplice pausa dalla quotidianità. Non si tratta più soltanto di rilassarsi, dormire qualche ora in più o concedersi un trattamento in una Spa. La nuova frontiera dell’hospitality wellness di alta gamma sembra essere un’altra: utilizzare il tempo della permanenza per capire meglio il proprio corpo, correggere alcune abitudini e costruire un percorso di salute destinato a continuare anche una volta tornati a casa. È questa la filosofia che Palazzo Fiuggi ha costruito intorno ai propri programmi di salute. Nel cuore di Fiuggi, la storica vocazione termale della destinazione viene reinterpretata attraverso un modello che mette insieme valutazione medica, diagnostica, nutrizione, attività fisica, trattamenti wellness e percorsi personalizzati. L’obiettivo dichiarato è quello di intervenire non soltanto sul benessere percepito, ma sulla qualità complessiva dello stile di vita. Il punto di partenza è la personalizzazione. Palazzo Fiuggi spiega infatti che non esistono programmi rigidamente standardizzati: gli specialisti costruiscono un portfolio di servizi medici, trattamenti wellness e terapie sulla base del profilo e degli obiettivi dell’ospite. Un’impostazione che cambia anche il significato stesso del soggiorno: non più una parentesi, ma l’inizio di un percorso. Tra le proposte c’è Longevity, programma pensato per affrontare il tema dell’invecchiamento in una prospettiva più ampia rispetto alla sola aspettativa di vita. L’attenzione viene rivolta alla cosiddetta vita sana, attraverso valutazioni specialistiche e un piano personalizzato che comprende alimentazione, nutrizione, esercizio fisico e stile di vita. Accanto alla longevità si trova Deep Detox, un percorso che Palazzo Fiuggi presenta come fondato sulla medicina basata sulle evidenze scientifiche e che unisce valutazioni e interventi mirati con una specifica impostazione nutrizionale. Qui entra in gioco uno degli elementi più distintivi dell’esperienza: la Food Line creata dallo Chef Heinz Beck in collaborazione con la direzione sanitaria e scientifica della struttura. È una delle idee più interessanti del progetto: il cibo non viene considerato semplicemente un servizio del retreat, ma parte integrante dell’esperienza di salute. La gastronomia di alto livello viene così messa al servizio di un’alimentazione studiata in funzione degli obiettivi del soggiorno. La presenza di Heinz Beck, chef tre stelle Michelin, introduce una dimensione particolarmente contemporanea. Il lusso, in questo caso, non consiste nell’eccesso, ma nella capacità di trasformare una necessità quotidiana – mangiare – in un’esperienza consapevole. La Food Line di Palazzo Fiuggi nasce infatti con l’obiettivo di creare menu personalizzati e viene sviluppata in collaborazione con gli esperti della struttura. L’idea è quella di associare qualità gastronomica e attenzione nutrizionale, superando la tradizionale contrapposizione tra alta cucina e alimentazione orientata al benessere. È una concezione che attraversa diversi programmi, da Longevity a Deep Detox, fino a Optimal Weight e Regenerate. Quest’ultimo affronta il tema della rigenerazione attraverso un approccio integrato che comprende sonno, rilassamento, gestione dello stress e attività fisica, accompagnati da una specifica proposta alimentare. Il programma prevede inoltre valutazioni mediche e trattamenti wellness distribuiti durante il soggiorno. Un altro aspetto significativo è il ruolo attribuito al movimento. L’attività fisica non viene proposta come semplice complemento della Spa, ma come uno dei pilastri del percorso. Il programma Hiking for Longevity, per esempio, porta l’esperienza all’esterno e utilizza il paesaggio dell’Appennino come parte del percorso. Il programma prevede una valutazione medica iniziale e una finale e unisce attività outdoor, mindfulness e movimento, evitando la dimensione competitiva tipica di molte esperienze sportive. Per chi cerca invece un approccio più graduale esiste Walking for Longevity, basato su percorsi accessibili e sulla continuità dell’attività fisica. L’idea è semplice: il movimento diventa realmente efficace quando riesce a entrare nella quotidianità e trasformarsi in un’abitudine sostenibile. E c’è anche un programma dedicato al recupero dopo un intervento chirurgico o un infortunio. Recovery & Performance integra valutazione medica, diagnostica, riabilitazione, terapia manuale e rieducazione fisica, con un percorso progressivo verso il ritorno all’attività e, quando appropriato, allo sport. La parte più contemporanea del modello Palazzo Fiuggi è forse quella che avviene dopo il check-out. Il percorso non si conclude necessariamente con la partenza. Attraverso l’Health Concierge, la struttura prevede un follow-up che parte dalla valutazione finale e prosegue con un supporto a distanza attraverso una piattaforma di telemedicina, con l’obiettivo di accompagnare l’ospite nel mantenimento delle indicazioni definite durante il soggiorno. In questo senso, Palazzo Fiuggi prova a ridefinire anche il significato stesso del lusso. Non più soltanto spazio, tempo, comfort o esclusività, ma la possibilità di dedicare attenzione alla propria salute con un livello di personalizzazione difficilmente replicabile nella quotidianità. La ‘vacanza’ diventa così un momento di osservazione e di cambiamento, in cui medicina, nutrizione, movimento e ospitalità dialogano all’interno di un unico progetto.

https://www.palazzofiuggi.com/it

YONA hotel - Obernai Alsazia
YONA hotel - Obernai Alsazia

YONA HOTEL - OBERNAI ALSAZIA

YONA, l’arte del benessere nel cuore dell’Alsazia: un’esperienza tra ospitalità, design e gastronomia Nel cuore dell’Alsazia, a Obernai, il concetto di soggiorno si trasforma in un’esperienza che intreccia relax, eleganza e scoperta del territorio. YONA, hotel quattro stelle nato dalla trasformazione del Parc Hôtel Obernai, si propone come una destinazione dedicata a chi desidera allontanarsi dai ritmi quotidiani e ritrovare un equilibrio tra comfort, benessere e piacere della buona tavola. La struttura si trova in una posizione strategica, in una delle località più affascinanti della regione, tra borghi caratteristici, paesaggi vitivinicoli e itinerari culturali che raccontano l’identità alsaziana. Il progetto dell’hotel si sviluppa attorno a un’idea di ospitalità contemporanea, nella quale gli ambienti, i servizi e le proposte gastronomiche contribuiscono a costruire un soggiorno completo, capace di rispondere alle esigenze di chi viaggia per piacere, per una fuga romantica o per concedersi una pausa rigenerante. Uno dei punti di forza di YONA è l’offerta dedicata al benessere, articolata in due differenti universi: Yonaguni Spa e Yonasaya Spa. Il primo rappresenta il fulcro dell’esperienza sensoriale, con un percorso acquatico immersivo, ambienti caratterizzati da giochi d’acqua, zone relax, saune, bagni di vapore e spazi dedicati ai trattamenti. Un ambiente concepito per favorire il distacco dalla routine attraverso il contatto con l’acqua, le atmosfere suggestive e l’alternanza di differenti sensazioni termiche. Accanto a questa proposta, Yonasaya Spa offre un contesto più raccolto, con piscina interna riscaldata, piscina esterna a sfioro, hammam, sauna finlandese, cabina a infrarossi e vasche idromassaggio. Il percorso può essere completato con massaggi e trattamenti per il corpo e il viso, trasformando il soggiorno in un’occasione per dedicare tempo alla cura di sé. L’attenzione al benessere si accompagna a un’offerta ricettiva che comprende 48 camere e suite, pensate per coniugare comfort, luminosità e un’atmosfera accogliente. Le diverse tipologie di sistemazione, dalle camere Executive alle Deluxe fino alle Junior Suite, consentono di scegliere la soluzione più adatta alle proprie esigenze, in un contesto che punta sull’equilibrio tra eleganza e funzionalità. La dimensione dell’ospitalità si estende inoltre alla gastronomia, elemento centrale dell’identità della struttura. Il ristorante Signature propone un’esperienza culinaria che dialoga con la ricerca del gusto e con il piacere della convivialità, mentre il brunch rappresenta un’ulteriore occasione per vivere gli spazi dell’hotel con un ritmo più disteso. A questa proposta si affianca Yuzu, ristorante legato all’universo spa, che amplia le possibilità di scelta per gli ospiti e contribuisce a rendere il percorso tra relax e tavola parte integrante dell’esperienza. Anche il bar svolge un ruolo nella dimensione conviviale della struttura, offrendo uno spazio in cui concedersi una pausa o concludere la giornata. Oltre alla vacanza individuale, YONA si rivolge anche al mondo degli incontri professionali e degli eventi, grazie alla disponibilità di spazi dedicati a riunioni e occasioni speciali. La posizione a Obernai, infine, permette di alternare il soggiorno alla scoperta dell’Alsazia, dalle tradizioni gastronomiche ai villaggi storici, passando per la celebre Strada dei Vini e gli itinerari verso Strasburgo. Il risultato è una proposta che supera l’idea tradizionale di hotel come semplice luogo di pernottamento: YONA riunisce ospitalità, benessere, cucina e territorio in un’unica esperienza, nella quale il lusso si esprime soprattutto attraverso il tempo dedicato a sé, la qualità degli ambienti e la possibilità di rallentare. Una destinazione pensata per chi cerca non soltanto una camera in cui soggiornare, ma un luogo in cui vivere una parentesi di tranquillità e riscoprire il piacere di prendersi una pausa.

https://www.yonahotel.comwww.france.fr/it

Hotel Lancaster - Parigi
Hotel Lancaster - Parigi

HOTEL LANCASTER – PARIGI

Al numero 7 di rue de Berri, al riparo dai riflettori degli Champs-Élysées, si cela uno degli indirizzi più riservati dell’alta hôtellerie parigina: l’Hôtel Lancaster. Nato nel 1889 come hôtel particulier, una sontuosa dimora privata signorile, l’edificio fu trasformato nel 1925 in un albergo d’élite dall’albergatore svizzero Émile Wolf. La sua fu una visione pionieristica, basata su un’idea di accoglienza intima e informale, pensata per far sentire ogni visitatore come un amico di casa piuttosto che come un semplice cliente. Questa filosofia di totale discrezione e raffinatezza finì per attrarre, nel corso del Novecento, un parterre di ospiti leggendario, trasformando la struttura in un vero e proprio salotto culturale e cinematografico. Tra le sue mura soggiornò per tre anni consecutivi la divina Marlene Dietrich, che ne fece la propria residenza parigina, lasciando un’impronta indelebile nella memoria dell’albergo. Negli anni si unirono a lei altre icone immortali dell’età d’oro di Hollywood come Humphrey Bogart, Clark Gable, Lauren Bacall, Elizabeth Taylor e Richard Burton, oltre a numerose teste coronate delle più antiche dinastie europee. L’eredità artistica e la memoria del palazzo si respirano ancora oggi nei suoi ambienti, che custodiscono una preziosa galleria di ritratti a olio lasciata dal pittore russo Boris Pastoukhoff durante i suoi lunghi soggiorni nell’hotel. Oggi la struttura si rinnova senza tradire la propria anima storica grazie al rinnovamento del 2020 firmato dall’architetto e designer Jean-Philippe Nuel. Le 44 camere e le 10 suite della struttura sono autentici capolavori di interior design, dove i parquet schiariti e le magnifiche boiserie storiche incontrano moderni dettagli d’autore e delicate tonalità pastello. Per esaltare gli elementi come in un dipinto, lo Studio Jean-Philippe Nuel utilizza profili neri per rifinire e incorniciare i tessuti. Tra le sistemazioni più affascinanti spiccano le quattro Suite Signature di 60 m², concepite come appartamenti privati e dedicate a figure legate all’universo della casa: Émile Wolf, Boris Pastoukhoff, il pittore Félix Ziem e l’enigmatico «Monsieur», misterioso amico di Marlene Dietrich, un personaggio immaginario che fa parte dell’universo narrativo dell’hotel. A parte si trova la Suite Marlene Dietrich, al quarto piano, dove la diva visse per tre anni. La proposta enogastronomica e di benessere completa l’esperienza all’interno della dimora. Il ristorante Monsieur Lancaster, guidato dallo chef Sébastien Giroud, accoglie gli ospiti tra poltrone in velluto color senape, in un’atmosfera intima da sala da pranzo privata, con una cucina neo-bistrot che valorizza i prodotti di stagione e propone piatti pensati per essere condivisi. A questo si aggiungono il Patio, un giardino interno accompagnato dal mormorio di una fontana tra piante rampicanti, e il bar CopperBay Lancaster, nato dalla collaborazione con l’omonimo team di bartender, riconosciuto tra i migliori bar del mondo e presente nella classifica Top 500 Bars 2022, nella quale CopperBay figurava tra i primi cento. Qui i cocktail creativi vengono serviti sotto una maestosa vetrata, elemento architettonico che contribuisce al fascino dello spazio. La colazione del mattino, degna di nota, è un vero tripudio di prodotti di alta qualità: dai croissant appena sfornati alle torte della casa, dal salmone affumicato all’avocado toast, senza dimenticare una raffinata selezione di formaggi e frutta fresca. Per chi desidera qualcosa di caldo, il menu propone inoltre uova alla Benedict, anche nella versione con salmone, e altre specialità preparate al momento, per iniziare la giornata con gusto e soddisfazione. All’ottavo e ultimo piano, sotto i tetti della capitale, si trova infine la Lancaster Private Spa: uno spazio intimo caratterizzato da un design in pietra e legno, dotato di bagno turco, vasca idromassaggio e una terrazza panoramica con vista sul Sacré-Cœur e sulla Torre Eiffel. La spa offre percorsi di cura sviluppati in collaborazione con il marchio KOS Paris, arricchiti dagli esclusivi trattamenti per mani e unghie firmati Manucurist e dai trattamenti dedicati alla maternità ideati da Talm. Ogni dettaglio di questo prestigioso hotel testimonia un amore incondizionato per il bello, unendo il comfort più moderno alla nostalgia per un’eleganza d’altri tempi. È per questo che, una volta tornati a casa, non si porta con sé soltanto il ricordo di una tappa parigina, ma la sensazione impagabile di aver abitato, anche solo per un istante, una pagina viva della grande storia.

https://www.hotel-lancaster.com/

Europa Palace - Sanremo
Europa Palace - Sanremo

EUROPA PALACE- SANREMO

Nel cuore di Sanremo, perla della Riviera dei Fiori e storicamente culla di un’eleganza cosmopolita, la riapertura dell’Hotel Europa Palace nel 2025 segna una vera e propria rinascita per l’hotellerie di lusso della Liguria. Proprio di fronte al celebre Casinò, l’Hotel Europa Palace, nato originariamente nel 1874 come “Hotel Europe et de la Paix”, ha attraversato i secoli rimanendo un punto di riferimento. Oggi, grazie alla visione imprenditoriale della famiglia Lagorio, una delle realtà più dinamiche del Ponente ligure, l’edificio è stato completamente riqualificato e trasformato in un boutique hotel cinque stelle entrato nel circuito dei Small Luxury Hotels of the World e inserito nella prestigiosa Michelin Guide Hotels. Il restauro, curato dallo Studio Calvi Ceschia Viganò per la parte architettonica e dallo Studio Q-BIC per l’interior design, fonde armoniosamente la memoria d’epoca con il design contemporaneo. Le sue 70 camere e suite con vista mare o Casinò mostrano una profonda ricerca estetica, caratterizzata da testate letto in rovere con inserti ceramici Lume di Marazzi, luci di Flos, Marset e iGuzzini, e arredi custom realizzati da HI-CONTRACT. L’hotel integra anche opere d’arte di pregio, come la scultura “Le acciughe fanno pallone” di Paolo Albertelli e Mariagrazia Abbaldo sulla facciata e l’installazione scenografica dell’ulivo rovesciato all’interno del Rêve Bistrot. La proposta gastronomica, guidata dallo chef Alessandro Schiavon, cresciuto nella trattoria di famiglia a Imperia e perfezionatosi a Milano al fianco dello chef Enzo Mazzone, è un viaggio tra tradizione ligure e creatività internazionale. Nel menù del The RUFtop, con vista impareggiabile sulla città, lo chef esprime una visione che coniuga l’eleganza contemporanea con il profondo rispetto per la tradizione e le materie prime locali. La carta si apre con antipasti d’eccellenza, come il Gran Crudo del The RUFtop, il Cremoso di robiola stagionata con datterino giallo e il Carpaccio di tonno con fichi e cipolle in agrodolce. Tra i primi piatti spiccano creazioni raffinate e audaci, quali il Risotto cacio e pepe con gambero viola di Sanremo e tartufo nero estivo, i Ravioli d’astice con burro allo zafferano e la Spaghettata all’estratto di barbabietola con caviale. I secondi celebrano il mare attraverso il Pescato del giorno, il Polpo glassato alla puttanesca con spuma di patate e l’originale Filetto di tonno alla Rossini. La sezione dessert conclude il viaggio del gusto reinterpretando ingredienti del territorio, come la Dolce Caprese a base di vellutata di Prescinsêua e gelato al basilico, la tartelletta con namelaka al pistacchio o il cremoso alla nocciola che unisce Liguria e Langhe. Ogni portata riflette una sintesi impeccabile tra rigore tecnico e creatività, regalandovi un’esperienza fine dining unica affacciata sulla Riviera. Rêve Bistrot, invece, offre un’atmosfera cosmopolita aperta anch’essa ai cittadini, arricchita da appuntamenti culturali come le Jazz Night del giovedì. Mentre il ristorante Pria — il cui nome omaggia la pietra del mortaio tradizionale per il pesto — si distingue per le sue cene a quattro mani con grandi chef del panorama internazionale. Per il relax e il benessere, Anemoi Wellness & Spa mette a disposizione 400 metri quadrati con sauna finlandese, hammam, piscina interna, palestra Technogym e trattamenti esclusivi firmati Sothys. Oltre alla vocazione turistica, l’Europa Palace si propone come hub per eventi ed incontri d’affari grazie a spazi interni riservati come la Saletta Moroso e il Privée Rêve Bistrot, estendendo la sua offerta anche al suggestivo Forte Santa Tecla, imponente baluardo del 1756 situato nel Porto Vecchio. La posizione strategica consente inoltre di esplorare le meraviglie circostanti: dalle spiagge cittadine come la Spiaggia dei Porti e dei Tre Ponti, fino ai 33 chilometri della Pista Ciclabile del Parco Costiero della Riviera dei Fiori, realizzata sul tracciato della vecchia ferrovia. Pochi minuti di auto conducono a borghi unici come Bussana Vecchia, il villaggio ripopolato da artisti; Dolceacqua, dominata dal Castello dei Doria e amata da Monet; Apricale; l’antico Principato di Seborga; e Triora, il celebre “Paese delle Streghe”, senza dimenticare la vicinanza immediata con Mentone, Monte Carlo e Nizza sulla Costa Azzurra. L’Hotel Europa Palace si conferma così una rinata icona dell’ospitalità ligure, capace di intrecciare storia, stile e modernità.

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