Victoria Beckham è la regina delle "stelle" più tirchie

Più hanno soldi e meno li spendono: la Posh Spice, per risparmiare, saccheggia i negozi di abiti usati, Angelina Jolie ha l’allergia per le mance e Paris Hilton, pur di strappare lo sconto, scatena una rissa con la parrucchiera

Victoria Beckham è la regina  
delle "stelle" più tirchie

Pensare che l’ha detta più di un secolo fa: l’avarizia comincia dove finisce la povertà. Honoré de Balzac nemmeno se l’immaginava, lui che insegnava realismo, di conoscere così bene Victoria Caroline Adams, maritata Beckham, patrimonio personale 100 milioni di euro, che la settimana scorsa ha lasciato meno di una sterlina di mancia alla commessa che le ha venduto un orologio, adocchiato come regalo per l’adorato maritino, dopo aver rotto le palle per avere uno sconto superiore al 30 per cento che spetta alle celebrità. «Tutto quello che indossiamo noi diventa trendy...» ha battuto i piedini. Voleva pure essere pagata la Posh Spice. Solo qualche settimana prima, spifferano quelle pettegole del magazine femminile fem.com, avrebbe fatto razzia di vestiti di seconda mano in una botteguccia gestita da un ente di beneficenza che compra e vende roba usata. Prima di uscire, nella cassettina delle offerte, ha dato alla causa il meglio di sé: cioè niente.

La spilorceria è una malattia da ricchi, un’ossessione che ha pensieri che si avvitano su se stessi, una prigione di lusso. Dicono si possa curare: basta farti un’iniezione di ossitocina, spiegano all’univeristà di St. Claremont in California, e il braccino da corto ti diventa lungo. È l’ormone che infonde fiducia nel prossimo, quello che lega la mamma al suo bambino appena nato. Sparartelo in vena ti può costare caro. Ma chi ha i soldi non lo vuole manco gratis.

Spilorcio è Paul McCartney che alla festa di compleanno della moglie fece pagare le bibite agli invitati, taccagno è Rod Stewart che dopo essersi accorto di aver pagato una bottiglietta d’acqua senza consumarla tornò nel ristorante per riprendersela, avara è la regina d’Inghilterra che ricicla giornali e carta da pacchi per farne morbidi giacigli per i cavalli reali. Non lo sono invece gli scozzesi, vedi che sono i pregiudizi che ti fregano, che spendono per le opere pie più di quanto fanno i cugini britannici. Tranne Sean Connery che per vestirsi aspetta tutti gli anni la stagione dei saldi.

L’avaro fa parte della sua galera come le sbarre e, come un prigioniero, non si scopre mai. Nutre per chi spende, o forse per chi vive, un affascinato disprezzo. Fa le pulci sulle mance come Julia Roberts, che ha lasciato solo due dollari sul piattino del ristorante a chi le ha portato un conto che ne valeva mille. Sempre meglio del dollaro e 27 cents contati che Jennifer Lopez lasciò in hotel dopo aver preteso che l’arredamento della camera fosse completamente bianco e la temperatura costante a 25 gradi. Non ci crederete ma c’è chi fa di peggio: Angelina Jolie, che è pure ambasciatrice dell’Unicef, le mance se le dimentica regolarmente ogni volta che esce dal ristorante. E Mary-Kate Olsen l’ultima volta ha lasciato una gomma da masticare.

È il colore dei soldi che ti fa tirchio, lo dicono i ricercatori dell’Università del Minnesota, basta vederli e diventi un altro, l’esposizione prolungata al bigliettone, spiega la ricerca, ti rende meno disponibile ai rapporti con il prossimo. Per questo Paris Hilton ha scatenato una rissa da ballatoio con la sua parrucchiera. Voleva 700 dollari per metterle la testa a posto, Paris è riuscita a ottenere a cazzotti lo sconto del 50 per cento. Avrebbe poi avuto il coraggio di chiedere in omaggio il trolley della maison italiana Piquadro, per riprodurlo, in piccola scala, per l’adorato compagno di sempre: il cagnolino Tinkerbell. E cosa dire delle gemelle Olsen che pagano le loro stagiste con l’abbonamento mensile ai mezzi pubblici di Los Angeles? O della casalinga disperata Eva Longoria che ha speso un milione e mezzo di dollari per sposarsi e ha messo gli omaggi per gli invitati sul conto di Van Cleef&Arpels, L’Oreal, Cole Haan e Bebe. Per non dire di Sharon Stone che oltre a pagare i domestici una miseria, per risparmiare ha sostituito personal trainers, dietologi ed estetisti con il videogioco fai da te «Tutti in forma». Certo il destino a volte si vendica. Una decina di anni fa un riccone milanese per non spendere cinquemila lire al Superenalotto perse 23 miliardi. Non si è risparmiato solo la figuraccia.