Il taser come strumento di deterrenza, che avrebbe potuto evitare la colluttazione e quindi l'aggressione ai danni di un agente della polizia locale. Torna a scaldare gli animi a Palazzo Marino la polemica dei taser, con i vigili che sottolineano l'importanza di averlo in dotazione e il Pd, con il presidente della commissione Sicurezza Michele Albiani, che continua a tergiversare perché contrario, anche se non lo può dire apertamente data la posizione nota del sindaco e le sue parole chiarissime degli ultimi giorni. "Sappiamo benissimo in quali situazioni usare il taser e come perché siamo stati formati da tre istruttori tra i migliori in Italia. In questo caso sarebbe stato utilissimo poterlo semplicemente estrarre e usarlo quindi come deterrente perchè il soggetto era in stato di alterazione, non abbiamo certo bisogno di lezioni da nessuno" replica Daniele Vincini segretario Sulpm Milano e Lombardia.
Facendo un passo indietro: martedì mattina, verso le 10,30 ai giardini Montanelli due ghisa vengono avvisati da alcuni cittadini della presenza di un uomo che sta molestando gli avventori del bar Bianco. I vigili si avvicinano al trentenne ivoriano, Karfa J., senza fissa dimora, e gli chiedono di andarsene, ma lui continua a urlare passando tra i tavolini e spaventando i clienti seduti. Sembra per altro che abbia tirato un ceffone a una cliente. Visto che l'uomo è in evidente stato di alterazione psicofisica, gli agenti gli offrono assistenza sanitaria, ma J. rifiuta. A quel punto i ghisa cercano di bloccarlo per portarlo in macchina per il fotosegnalamento e l'identificazione, ma durante la colluttazione il clochard tenta di impossessarsi del distanziatore di uno dei vigili e ne morde un altro all'avambraccio destro, provocandogli una profonda ferita. Solo con lo spray al peperoncino i vigili riescono a fermare definitivamente l'ivoriano, che viene poi arrestato per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.
L'agente morso viene accompagnato in codice verde al Fatebenefratelli per le medicazioni, il collega che ha riportato escoriazioni alle braccia al Policlinico.
Ecco che il sindacato dei vigili ribadisce che il taser sfoderato avrebbe evitato il contatto fisico e quindi il ferimento degli agenti. "Questo è un caso di scuola ricorda il segretario provinciale del Csa Orfeo Mastantuono . Se i colleghi avessero avuto in dotazione la pistola a impulsi elettrici, avrebbero certamente evitato il corpo a corpo. A Milano ogni sei giorni un ghisa finisce in ospedale durante il turno".
Ed ecco servita la lezione di Albiani: "I soggetti sotto l'effetto di stupefacenti, farmaci o alcool sono classificati esplicitamente come categorie ad alto rischio e le stesse linee guida di Ats e Comune escludono l'uso ordinario dell'arma a impulsi elettrici nei casi in cui la condizione del soggetto ne aumenti la pericolosità". "Non abbiamo bisogno di lezioni perché siamo professionisti qualificati e adeguatamente formati" conclude Vincini.